Viterbo – Riceviamo e pubblichiamo – O una vicenda come Eternit “non è un reato” – ha dichiarato il presidente del Consiglio – o se è un reato ma prescritto, vuol dire che bisogna cambiare le regole del gioco sulla prescrizione” perché “non ci deve essere l’incubo della prescrizione… le domande di giustizia non vengono meno nel tempo”.
Parole sante!
Oggi la gente e la stampa se la prenderanno con i giudici, e troveremo politici ipocriti che si scandalizzeranno della sentenza.
Ma la prescrizione, nei termini attualmente in vigore, è stata introdotta da una legge approvata dai politici in Parlamento, guarda caso in occasione di processi penali a carico dell’allora presidente del consiglio che di tale legge ha ripetutamente beneficiato.
Veramente c’è la volontà da parte dei politici di modificare le norme sulla prescrizione, da loro stessi introdotte e di cui molti di loro hanno ripetutamente beneficiato e continueranno a beneficiare? Ne dubito, comunque staremo a vedere.
Attualmente, con queste norme, gli unici “delinquenti” a rischio di condanna non prescritta sono i ladri di polli. Basta una minima complessità, una qualche forma associativa, una qualsiasi esigenza di indagine prolungata nel tempo, perché il processo sia seriamente esposto al rischio prescrizione.
Sui ladri di polli giustizia sarà fatta, sui delinquenti “di alto bordo” c’è la tagliola della prescrizione in agguato.
Si tratta di uno scandalo sotto gli occhi di tutti o almeno di tutti quelli che non vogliono tenerli chiusi.
E’ facile poi additare all’opinione pubblica indignata per proscioglimenti scandalosi come quello dell’Eternit, la responsabilità dei giudici (che più o meno correttamente applicano la legge): senza nulla togliere a tale responsabilità, va sottolineata quella del Parlamento che leggi scandalose (come quella attuale sulla prescrizione) ha proposto ed approvato.
Enrico Mezzetti
