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Regolamento strutture all’aria aperta, ok alle modifiche

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La sede della Regione Lazio

La sede della Regione Lazio 

Roma – Riceviamo e pubblichiamo – Parere favorevole dalla V commissione del Consiglio regionale del Lazio, presieduta da Eugenio Patanè (Pd), alle modifiche del regolamento regionale in materia di strutture ricettive all’aria aperta, ovvero campeggi, villaggi turistici e aree attrezzate per la sosta. Lo schema di deliberazione – che ha ricevuto questa mattina via libera a maggioranza e con osservazioni – torna ora in Giunta per l’approvazione definitiva.

Le modifiche contenute nel provvedimento sono necessarie per adeguare il regolamento regionale alle variate esigenze del mercato e soprattutto alle novità introdotte dalla legge regionale 8/2013 in materia di organizzazione del sistema turistico e semplificazione delle strutture ricettive. Il testo, quindi, definisce anche per le strutture turistiche all’aria aperta le modalità e la procedura di presentazione della Scia (Segnalazione di inizio attività) che, in base alla nuova normativa regionale, rappresenta l’unico adempimento necessario per l’avvio dell’attività.

Inoltre, si introduce la possibilità per i privati di realizzare e gestire aree di sosta temporanea e per i Comuni di individuare le aree di sosta nelle zone destinate a parcheggi e servizi in prossimità di attività agricole, turistico ricettive, ludiche e di ristoro, purché le tali aree siano di dimensioni ridotte con un massimo di venti piazzole. Nel testo vengono poi elencate le aree destinate a servizi e definiti i requisiti minimi strutturali e funzionali comuni di campeggi e villaggi turistici.

Nel corso della seduta la Commissione ha accolto all’unanimità numerose osservazioni, a firma dello stesso Patanè e dei consiglieri Gaia Pernarella (M5S) e Piero Petrassi (Cd). “In questo modo – ha spiegato il presidente – abbiamo voluto ulteriormente facilitare l’apertura di nuove strutture e l’istituzione di ulteriori aree di sosta attrezzata, garantendo una maggiore qualità dei servizi, più certezza sui requisiti e sulla classificazione delle attività ricettizie”.

Consiglio regionale del Lazio

 


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