Bolsena – Un aereo tedesco in fondo a 117 metri di profondità.
Il lago di Bolsena riserva sempre grandi sorprese. Soprattutto da un punto di vista storiografico.
Il 29 ottobre infatti è stato rinvenuto nel lago di Bolsena, un relitto aereo.
Il ritrovamento è stato effettuato dalla Scuola Sub del lago di Bolsena che, seguendo i racconti di alcuni testimoni oculari e le informazioni ricevute dai vigili del fuoco sommozzatori, ha organizzato una straordinaria immersione in prossimità dell’isola Martana.
E così dopo tante ricerche è stato rinvenuto a 117 metri di profondità un rarissimo aereo che dalle prime immagini sembra appartenere alle formazioni tedesche della seconda guerra mondiale.
Lo staff che ha effettuato la rischiosa immersione ha visto la partecipazione di Simone Nicolini e tre suoi istruttori dell’”Argentario Divers”, Alessandro Rancely subacqueo esperto in immersioni profonde, la Protezione civile di Bolsena e Massimiliano Bellacima della Scuola sub del lago di Bolsena.
“L’aereo, presumibilmente della seconda guerra mondiale, è adagiato su un fondale limoso a 117,5 metri di profondità – racconta Bellacima -. Si trova con la parte anteriore conficcata nel sedimento e con la parte posteriore verso l’alto con un elevazione di circa sette metri. La parte superiore risulta fortemente danneggiata probabilmente da un’esplosione. Scendendo in mezzo a grovigli di cavi si intravedono due sedili appaiati.
Nella parte centrale è visibile una cloche con il manico rosso. Le ali completamente intatte, sono arrotondate sugli angoli e presentano degli emblemi ancora da capire e una croce Balcanica bianca con bordi neri. Questo importante particolare fa pensare che si tratti di un aereo di nazionalità tedesca”.
Bellacima spiega anche che “l’ispezione visiva ha fatto rilevare che non sono presenti resti umani e residui bellici”.
Per comprendere bene la portata dell’immersione basti pensare che sono state necessarie più di venticinque bombole con miscele respiratorie.
L’immersione è stata molto impegnativa e prevedeva tre subacquei profondisti, tre di assistenza in acqua da 40 metri in su, venti bombole di emergenza collocate su una stazione decompressiva, cinque persone di assistenza di superficie.
In profondità sono state utilizzate miscele con alto tenore di elio per tenere lontano la pericolosa narcosi da azoto ed essere operativi a più di cento metri, al buio e con una temperatura dell’acqua di sette gradi.
Sono stati necessari 197 minuti di decompressione prima di uscire dall’acqua, per un tempo di fondo di soli tredici minuti.
Il ritrovamento è stato tempestivamente segnalato alla stazione dei Carabinieri.
Un team di storici tra cui fanno parte Vittorio Gradoli e Mario Di Sorte sta già lavorando per identificare l’aereo e capire chi fosse a bordo.
E’ l’ennesima scoperta storica a Bolsena, che dopo il ritrovamento della torretta del B17 americano di un anno fa, si appresta a vivere un’altra emozionante avventura.





