Viterbo – (s.m.) – Revocati i domiciliari a Gianfranco Fiorita.
Il dentista ex latitante torna praticamente in libertà. Il tribunale del Riesame di Roma ha sostituito gli arresti domiciliari con l’obbligo di firma solo nei giorni feriali. Una misura decisamente più leggera che dà a Fiorita un’ampia libertà di manovra.
“La nostra difesa comincia adesso – afferma l’avvocato del dentista Roberto Alabiso -. Ora che Fiorita è più libero di muoversi e di agire possiamo pianificare al meglio la strategia e cercare tutto il materiale che servirà per difenderci dalle accuse”.
Da due anni, Fiorita è a processo per appropriazione indebita aggravata: 660mila euro la somma che avrebbe portato con sé in Paraguay, tra soldi dei soci e caparre degli stagisti che dovevano partire con lui nell’ottobre 2010 per un tirocinio in Sudamerica. Invece, rimasero ad aspettarlo a Fiumicino con le valigie in mano.
E poi i clienti, che per buona parte della sua latitanza avrebbero continuato a pagare le rate dei prestiti ottenuti per pagarsi gli interventi ai denti. Prestiti erogati dalla finanziaria consigliata dallo stesso Fiorita e lavori mai finiti: qualcuno aveva ancora i punti in bocca quando il dentista si imbarcava sul primo aereo solo andata per l’America Latina.
Tornare è tornato. Ma dopo quattro anni. A metà del processo per appropriazione indebita aggravata al tribunale di Viterbo. “Un ritorno spontaneo per difendersi e dire la sua”, ha sempre detto la difesa. Ma con i malumori che si è lasciato dietro e 49 parti civili agguerrite che non aspettano altro che battergli cassa, un po’ di custodia cautelare in carcere ha dovuto farla. Atterrato a Viterbo il primo settembre, è rimasto a Mammagialla per quasi due mesi. Dal 27 ottobre era ai domiciliari. Ora solo obbligo di firma. Un altro passo verso la libertà, prima della prossima udienza dell’8 gennaio.
“Evidentemente il tribunale deve aver non ritenuto più sussistenti le esigenze cautelari – afferma l’avvocato Alabiso -. Ora Fiorita si guarderà intorno anche per riprendere a lavorare. Vuole riprendere da dove aveva lasciato: forse non a Viterbo, ma il dentista sa fare e il dentista farà. Continueremo comunque a batterci per una completa liberazione”.




