Viterbo – (g.f.) – Atto aziendale, il centrodestra diserta l’assemblea dei sindaci Asl.
Come preannunciato, dopo il rinvio della riunione deciso venerdì, stamani alla ripresa dei lavori, pochi i primi cittadini presenti: Acquapendente, Bagnoregio, Canepina, Capranica, Castel Sant’Elia, Cellere, Civita Castellana, Lubriano, Montefiascone Nepi, Orte, Ronciglione, Tarquinia, Viterbo.
Gli altri, capitanati dal sindaco di Bolsena Paolo Equitani, avevano chiesto più tempo per esaminare l’atto aziendale presentato dal commissario Luigi Macchitella.
Quest’ultimo però aveva dato un termine non prorogabile. Entro le 17 di oggi avrebbe consegnato alla regione l’atto.
L’unica possibilità era un incontro stamani, proposta del sindaco Michelini, non accolta però da tutti.
La riunione stamani era comunque valida e alla fine i presenti hanno espresso voto favorevole all’unanimità verso l’atto, con alcune raccomandazioni.
“Sono rammaricato – dice Gianluca Angelelli (Civita Castellana) per l’assenza di alcuni colleghi. Il comitato ristretto dei sindaci ha elaborato le osservazioni e si potevano discutere, migliorare il documento.
Tanto valeva a questo punto votare direttamente venerdì”.
Nelle osservazioni, che diventano parte integrante dell’atto aziendale, si fa presente che quello approvato in larga parte è sovrapponibile all’atto aziendale del 2013, si apprezza lo sforzo della direzione generale nel non comprimere o tagliare servizi, impegno da mantenere, si punta sull’obiettivo di Belcolle Dea di secondo livello.
Apprezzamento, poi, per Acquapendente riconosciuto come ospedale in zona disagiata.
Fra le criticità, Belcolle unico punto nascita, con il rischio d’abbandono delle gestanti.
Occorre implementare i servizi e i consultori. Le liste d’attesa, poi, vanno ridotte.
“Non dobbiamo subire solo tagli – osserva Angelelli – dobbiamo organizzare una nuova sanità. Vogliamo essere protagonisti di una fase di ripresa”.




