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Sgarbi riscopre la delicata “Madonna con il bambino” di Civitella

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Madonna con bambino di Pier Matteo d'Amelia

Madonna con bambino di Pier Matteo d’Amelia

Madonna con bambino di Pier Matteo d'Amelia - L'articolo di sgarbi su Sette del Corriere della sera

Madonna con bambino di Pier Matteo d’Amelia – L’articolo di sgarbi su Sette del Corriere della sera – clicca sulla foto per ingrandire

Viterbo – Un tesoro trascurato e intatto riscoperto da Sgarbi.

“La Madonna con il bambino”, custodita un tempo nella parrocchia di Civitella d’Agliano e oggi al museo civico di Viterbo, sembra riprendere vita sulle pagine di “Sette”.

Il settimanale del “Corriere della sera” ha dedicato al dipinto viterbese la sua rubrica “Scoperte e rivelazioni”. A curarla è Vittorio Sgarbi, al cui occhio attento di critico d’arte, non è sfuggita la meraviglia di Pier Matteo d’Amelia. 

Proprio in questo consiste la scoperta: è al pittore umbro che Sgarbi attribuisce la “delicata Madonnina depositata al museo civico di Viterbo in occasione della sua riapertura”, il 23 ottobre scorso.

La notizia è che “il catalogo di Pier Matteo d’Amelia si allarga”: Sgarbi ha riconosciuto la sua mano in questa elegante Vergine Maria, circondata dagli angeli e con in braccio il bambino. Un olio su tavola di 100 centimetri per 60.

“Miracolosamente sopravvissuta a furti e manomissioni, stava nella remota chiesa parrocchiale di Civitella d’Agliano, di cui era la preziosa icona devozionale – scrive Sgarbi -. Trascurata, ma non ridipinta, se non forse nelle aureole dorate e nelle stelle sul manto azzurro, la Madonna, quasi in maestà di Civitella è una testimonianza notevole del pittore umbro”.

La datazione potrebbe essere intorno alla fine del Quattrocento. Pier Matteo d’Amelia nasce tra il 1445 e il 1448 e muore nel 1508. Per il famoso e autorevole critico d’arte, l’opera è “in evidente rapporto” con altri dipinti dallo stesso tema: “la Madonna con il bambino di Francoforte e l’altra di Capodimonte con il bambino benedicente, datata 1484”.

Una perla rimasta finora chiusa nella conchiglia e a cui solo oggi si attribuisce valore.

Per l’incantato Sgarbi, la Madonna di Civitella è “placida e regale”, “di una ieratica e statuaria compostezza”.

Delle altre Madonne di cui si trova traccia negli affreschi di altri autori, quella viterbese può essere “il prototipo”, secondo Sgarbi, per la sua ingenuità e semplicità: “l’intensità cromatica fa pensare a una statua dipinta”.


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