- Viterbo News – Viterbo Notizie – Tusciaweb – Tuscia News – Newspaper online Viterbo – Quotidiano on line – Italia Notizie – Roma Notizie – Milano Notizie – Tuscia web - https://www.tusciaweb.eu -

“L’arsenico nell’acqua uccide…”

Condividi la notizia:

Sordini e Litta

Sordini e Litta

Il dottor Luciano Sordini (Segretario Fimmg)

Il dottor Luciano Sordini (Segretario Fimmg)

La dottoressa Antonella Litta (Isde)

La dottoressa Antonella Litta (Isde)

La dottoressa Paola Michelozzi

La dottoressa Paola Michelozzi

Il sindaco di Viterbo Leonardo Michelini

Il sindaco di Viterbo Leonardo Michelini

Il sindaco di Viterbo Leonardo Michelini

Il sindaco di Viterbo Leonardo Michelini

Alessandro Mazzoli

Alessandro Mazzoli

La presentazione dello studio sull'Arsenico all'ordine dei medici

La presentazione dello studio sull’Arsenico all’ordine dei medici

Viterbo – (e.c.) – L’arsenico uccide, e qualcosa va fatto nell’immediato.

E’ chiaro il messaggio che è stato lanciato stamattina alla sede dell’Ordine dei medici durante la presentazione di uno studio sull’arsenico: “Valutazione epidemiologica degli effetti sulla salute in relazione alla contaminazione da arsenico nelle acque potabili: studio di coorte nella popolazione residente nella provincia di Viterbo, 1990 – 2010”.

“Le persone si ammalano e muoiono sempre di più – afferma la dottoressa Antonella Litta (Associazione italiana medici per l’ambiente) -. Quindi il nostro appello è ora più che mai di fare qualcosa”.

“Il problema è serio e grave – le fa eco Luciano Sordini (segretario Fimmg – Federazioni italiana medici di medicina generale) -. I dati sono preoccupanti e gli studi continuano a confermare la pericolosità.

Spero – affonda – che dopo anni di promesse di faccia qualcosa”.

A illustrare nei particolari lo studio, la dottoressa Paola Michelozzi.

Si tratta di un’indagine definta a “coorte” quindi su un campione di 165.609 soggetti residenti nella provincia di Viterbo in 8 comuni più esposti all’arsenico e in 9 comuni meno esposti.

Per ognuno è stato stimato un livello di esposizione con approccio geografico utilizzando, quindi, le mappe dei bacini di utenza fornite dai gestori degli acquedotti. Per ognuno, inoltre, è stata ricostruita la storia residenziale nelle aree a rischio attraverso i dati anagarafici.

“Lo studio – spiega Michelozzi – è stato affidato su incarico della Regione Lazio ed è stato ultimato nel 2012. La prima parte dell’indagine ha mostrato la presenza di effetti negativi dell’arsenico sulla salute. Tuttavia la questione della sicurezza rappresentata da un livello molto basso di arsenico è ancora una questione aperta tra gli scienziati perché alcuni ritengono che il rischio ci sia anche a dosi bassissime, altri sostengono invece che la soglia dei 10 mg/L sia anche troppo bassa”.

Fatta eccezione per chi è stato esposto all’arsenico per meno di 5 anni (26.809 soggetti), nel gruppo composto da 138.800 individui si sono verificati 20.776 decessi per cause naturali. Il 67% di queste persone erano residenti in aree con presenza di arsenico maggiore di 10 mg/l.

Lo studio ha mostrato che dei 165.609 soggetti analizzati, il 33% è stato esposto a valori minori o uguali a 10 mg/l, il 29% a valori tra i 10 e i 20 mg/l e il 38% a livelli superiori dei 20 mg/l.

“I risultati evidenziano – continua Michelozzi – che c’è una relazione tra l’esposizione all’arsenico e le patologie croniche con effetto a lungo termine”.

Tra quelle più diffuse i tumori ai polmoni con HR (Hazard ratios – Rapporto di rischio nelle analisi di sopravvivenza) pari rispettivamente a 1.47 (IC 95% 1,17-1,86) e 1,83 (IC 95% 1,41-2,39) negli uomini e a 1,80 (IC 95% 1,23-2,66) e 1,69 (IC 95% 1,18-2,42) nelle donne. In più si rileva una mortalità elevata negli uomini per tumore al fegato con HR 1,58 (IC 95% 1,08-2,33).

Unico limite di questo studio è l’assenza di dati individuali sui cosiddetti “confondenti”, ovvero stile di vita, assunzione di alcol o fumo di sigaretta, ad esempio. Si tiene invece conto dell’occupazione nell’industria della ceramica e di altri confondenti come il radon e il livello socio-economico.

Per ovviare a questa mancanza si procederà con l’ultima fase di studio.

“Saranno fatti 1500 questionari – spiega Michelozzi – per raccogliere informazioni riguardo il consumo di acqua potabile, dieta, condizioni di salute, stile di vita, occupazione. E successivamente verrà effettuato il biomonitoraggio su 300 soggeti per misurare la concentrazione di arsenico nelle urine e nelle unghie”.

Riguardo alla questione arsenico è poi intervenuto il sindaco di Viterbo, Leonardo Michelini.

“Sia in Italia che nella Regione Lazio si è un po’ dormito – afferma -. Ma, per quanto riguarda il comune di Viterbo ricordo che una settimana fa il presidente della Regione Lazio Zingaretti è venuto al dearsenificatore di Monte Jugo affermando che entrerà in funzione il 31 dicembre. Siamo arrivati lunghi perché doveva essere settembre.

Comunque secondo me – dice ancora – è sbagliato fare il dearsenificatore. Bisogna pensare ad un’alternativa”.

Sulla data dell’entrata in funzione del dearsenificatore non è mancata una frecciatina ironica a Michelini da parte di Sordini.

“Ma per il 31 dicembre – lo punzecchia – intendi il 2014?”


Condividi la notizia: