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Tarquinia tra architettura e modernità

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Il palazzo comunale di Tarquinia

Il palazzo comunale di Tarquinia

Tarquinia – Venerdì 7 novembre alle 17, presso la sala del consiglio del comune di Tarquinia, sarà presentato il libro di Luciano Marziano dal titolo “Tarquinia: momenti di modernità. Architettura del secolo XX”.

La manifestazione, presieduta dal sindaco di Tarquinia, Mauro Mazzola, sarà introdotta da Angelo Centini, presidente della commissione consiliare Cultura e da Alessandro Antonelli presidente dell’Università Agraria di Tarquinia.

Interverranno Maurizio Brunori, scrittore, Elisabetta De Minicis, docente della Università della Tuscia, Antonello Ricci, scrittore e performer. Sarà presente l’autore.


La ricerca di Luciano Marziano focalizza talune presenze architettoniche sorte in città nel secolo XX all’insegna della continuità che collega la città moderna a quella storica. Assunta la modernità come razionalità di interventi organici a una visione generale del territorio, l’autore ne individua i momenti significativi analizzandoli in una serie di capitoli schede.

Il resoconto, svolto secondo un ordine cronologico, coglie gli elementi caratterizzanti il paesaggio urbano di Tarquinia che, a partire dall’Acquedotto settecentesco, perviene alla recente realizzazione della piscina comunale.

Le testimonianze architettoniche realizzate nel secolo XX sono inserite in un quadro che fa riferimento, per oggettiva connessione, anche a situazioni sorte nel secolo XIX alcune delle quali rimangono indicative della vocazione manifatturiera della città.

Pertanto, il racconto ha quali momenti di svolgimento la cartiera, il borgo delle Saline, l’acquedotto San Savino, il Palazzo Massi, la casa popolare e l’immobile di viale Dasti, l’ospedale, il Silos granario, la scuola di paracadutismo, il borgo dell’Argento, le case per lavoratori Enel, le scuole materna e per l’infanzia, il Top 16, i nuovi insediamenti.

Taluni manufatti attestano la presenza in Tarquinia di architetti e artisti di fama internazionale quali Luigi Figà-Talamanca (Palazzo Massi), Massimiliano Fuksas (Scuola materna), Paolo Portoghesi (Complesso case Enel), Carlo Boccianti (Borgo dell’Argento). Sottolineata l’incisiva attività del grande artista cileno Sebastian Matta che ha vissuto e operato in Tarquinia.

Alcune strutture sono state elaborate da operatori locali che, con intelligenza, hanno introiettato la lezione dei suindicati maestri.

La ricerca si muove nello spirito di quello che Renzo Piano definisce rammendo e, pertanto, è indirizzata alla tutela e valorizzazione di un vissuto urbano quale segno di continuità storica nella convinzione che la “bellezza” non può essere limitata al passato e che, quindi, occorre fare i conti con un presente che, per molti versi, è già storia.

L’ampio supporto iconografico è stato elaborato da Roberto Ercolani, Lucio Lamberti, Mariana Cisneros che di ogni soggetto preso in considerazione hanno offerto un’intepretazione esteticamente convincente.


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