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Omicidio Zappa, Trifan torna a casa

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Alexandru Trifan Petrica

Alexandru Trifan Petrica

Ausonio Zappa

Ausonio Zappa

Cosmin Petrut Oprea

Cosmin Petrut Oprea

Adrian Nicusor Saracil

Adrian Nicusor Saracil

Daniel Ionel Oprea

Daniel Ionel Oprea

Viterbo – Alexandru Petrica Trifan torna a casa.

Il 22enne romeno arrestato per la rapina con delitto in casa di Ausonio Zappa è agli arresti domiciliari.

Lo ha deciso la Corte d’Assise d’appello di Roma, su richiesta degli avvocati Marco Russo e Cesare Gai. Da ieri, Trifan è fuori dal penitenziario viterbese di Mammagialla, dopo due anni e sette mesi in cella. 

Era stato arrestato la notte del 28 marzo 2012, dopo il colpo fallito nella villetta del professor Zappa. 82enne. Pestato e ridotto in fin di vita, mentre due complici di Trifan rovistavano in casa. La stessa Corte d’Assise d’appello ha dato vent’anni agli esecutori materiali dell’omicidio Cosmin Oprea e Adrian Nicusor Saracil; dieci anni a Trifan, ritenuto il basista, e otto al palo che era con lui il macchina, Daniel Oprea.

Riduzioni di pena consistenti, rispetto ai due ergastoli e ai sedici e dodici anni del primo grado. Ma alla difesa non basta: gli avvocati di Trifan hanno annunciato da subito il ricorso in Cassazione, ritenendo la pena non commisurata alla posizione marginale del ragazzo. E ritenendo anche incostituzionale il concorso anomalo, la norma per la quale, nonostante Trifan e Daniel non siano entrati nella villetta a Bagnaia e non abbiano materialmente ucciso Zappa, siano comunque accusati di omicidio.

Nelle motivazioni della sentenza, i giudici d’appello scrissero che se Trifan non era entrato nella villetta, era solo perché i suoi avevano lavorato in quella casa. Forse temeva di essere riconosciuto, “il che significa – come precisato nelle motivazioni – che l’imputato era perfettamente consapevole dei rischi dell’azione”. Per la difesa, invece, i quattro ragazzi credevano di andare a colpo sicuro proprio perché Trifan conosceva quella casa e sapeva che la cosiddetta “villa al castagneto” dei Zappa era abitata solo d’estate. Un particolare che, nella pianificazione di quello che doveva essere un furto, avrebbe reso del tutto imprevista la presenza del professore.

Per ora, Trifan è l’unico che si è visto sostituire il carcere con i domiciliari. Per una lunga serie di motivi: dopo un processo arrivato all’ultimo grado di giudizio, non c’è pericolo di fuga, né di inquinamento delle prove.

Trifan, inoltre, proviene da una buona famiglia, “estranea a dinamiche criminali” e “stabilmente inserita nel territorio”, come si legge sull’ordinanza della Corte che ha dato l’ok ai domiciliari. Anche questo ha pesato sulla valutazione dei giudici. Oltre al fatto che lo stesso Trifan è padre di una bimba e la sua compagna, che non lavora, “è priva da mesi di sostentamento”. Resterà agli arresti domiciliari, quindi, ma con un permesso per uscire negli orari di lavoro.


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