Viterbo – Mai peggio di così dagli ultimi quattro anni.
Viterbo scende vertiginosamente nella classifica 2014 di Italia Oggi sulla qualità della vita nelle province. Nel 2013, si trovava venti posizioni prima. Il 58esimo posto del 2012 – miglior risultato ottenuto nel quadriennio – era un fuoco di paglia. Un miraggio lontano. Persino la 76esima posizione del 2011 era migliore.
Quest’anno, la Tuscia scivola all’80esimo posto nella graduatoria che fa la media di una lunga serie di parametri: ambiente, disagio sociale, tenore di vita, popolazione, criminalità, tempo libero, salute, affari e lavoro, servizi finanziari e scolastici.
L’indagine, giunta alla sedicesima edizione, è come sempre in collaborazione con l’università La Sapienza di Roma.
Il dato più evidente e rappresentativo dell’intera classifica è che si vive meglio nei centri di piccole e medie dimensioni, specie se al Nord o al Centro. Ma per Viterbo non vale. La Tuscia finisce persino più giù della Capitale e di molte altre province anche con il quintuplo dei suoi abitanti. Finisce nel terzo dei quattro gruppi in cui sono stati suddivise le province: qualità della vita buona, accettabile, scarsa e insufficiente. Viterbo, quindi, è scarsa. Si vede anche dal fatto che non eccelle in nessuno dei settori considerati.
Il peggioramento, comunque, è generale: nel 2014 sono sono 55 su 110 le province nelle quali la qualità della vita è risultata buona o accettabile contro le 59 (sempre su 110) della passata edizione.
Il primato, per la quinta volta consecutiva, va a Trento. Mentre il fanalino di coda è la provincia sarda di Carbonia-Iglesias.
Un dato che conferma l’inversione di tendenza, in termini di criminalità, maturata dagli anni Novanta a oggi: il podio delle province con minor tasso di criminalità va al Mezzogiorno, con Agrigento prima e Oristano e Campobasso tra le prime dieci. Da segnalare Crotone al 26esimo posto. In coda Milano, preceduta da Bologna e Rimini.

