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“Addizionale Irpef, scongiurato l’aumento”

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Giancarlo Turchetti

Giancarlo Turchetti 

Giancarlo Turchetti (Uil)

Giancarlo Turchetti (Uil) 

Viterbo – Riceviamo e pubblichiamo – Scongiurato l’aumento dell’addizionale Irpef nella nostra regione grazie all’Intesa sul risanamento, equità e sviluppo firmato dalle organizzazioni sindacali Cgil, Cisl e Uil Lazio e il presidente della regione Nicola Zingaretti.

Grazie all’accordo sottoscritto si è infatti stabilito di introdurre criteri di maggiore progressività ed equità nella definizione dell’aliquota Irpef regionale attraverso la proroga dell’esenzione dell’1,6% per i contribuenti con reddito fino a 28 mila euro (circa 2 milioni di contribuenti), l’estensione dell’esenzione per i contribuenti con reddito fino a 35 mila euro (circa 350 mila contribuenti), e la conferma dell’addizionale Irpef piena solo per la restante quota di contribuenti (circa 500 mila contribuenti con reddito oltre i 35 mila euro).

In questo modo oltre l’80% dei contribuenti della nostra regione (2 milioni 350 mila su 2 milioni 850 mila) si troverà, a partire dal 2015, a versare una quota di addizionale Irpef regionale uguale o inferiore rispetto all’anno precedente. Per i contribuenti con reddito imponibile compreso tra 28 mila e 35 mila euro, in particolare, è prevista una riduzione del prelievo fiscale, rispetto a quanto dovuto per l’anno di imposta 2014, quantificabile in valori pro capite in 97 euro su base annuale. L’applicazione delle nuove norme, da definire con apposito disegno di Legge nel rispetto dell’intesa raggiunta, avrà decorrenza dal primo gennaio 2015.

L’intesa prevede inoltre, sulla base della richiesta già avanzata al ministero della Salute e al ministero dell’Economia di apertura del tavolo di revisione dei criteri della compartecipazione alla spesa sanitaria, di definire e condividere una nuova proposta volta all’introduzione di criteri di maggiore progressività nelle tariffe dei ticket sanitari, garantendo, a gettito invariato, livelli di esenzione più ampi per i redditi medio-bassi nell’ambito di una rimodulazione complessiva del costo del ticket per le differenti prestazioni.

Si punta poi a rafforzare l’azione di risanamento, valutando nuovi interventi di razionalizzazione amministrativa e societaria da attuare nei primi mesi del 2015, di revisione della spesa, dando attuazione agli oltre 600 milioni di risparmi previsti per il 2015, e trasparenza, attraverso la pubblicazione del nuovo portale regionale Open Data.

L’accordo raggiunto tra organizzazioni sindacali e Regione Lazio prevede infine di avviare, con la costituzione di uno specifico tavolo permanente settoriale e intersettoriale sui temi dello sviluppo, il monitoraggio e l’eventuale aggiornamento degli impegni assunti nell’ambito del patto per lo sviluppo e il lavoro, anche sulla base di specifici focus territoriali per armonizzare in un’ottica strategica le diverse azioni a sostegno del sistema produttivo e occupazionale, intervenendo sulle criticità. Nell’ambito dello stesso tavolo si prevedono anche specifici momenti di approfondimento tra le parti, aventi per oggetto la nuova programmazione dei fondi strutturali europei 2014/2020 al fine di favorire il confronto sulla stesura dei futuri bandi regionali, in linea con i principi enunciati nei regolamenti europei in materia.

Con l’intesa abbiamo voluto condividere e rafforzare i tre assi fondamentali per far ripartire l’economia dei territori: 1) risanamento, per combattere gli sprechi, aumentare la trasparenza e migliorare l’uso delle risorse pubbliche; 2) equità, agendo sulla leva fiscale e tutelando i servizi fondamentali; 3) sviluppo, per sostenere con investimenti e azioni concrete il lavoro e la tenuta e ripresa del sistema economico.

Malgrado i tagli voluti dal governo Renzi che hanno ridotto le risorse a disposizione delle Regioni siamo riusciti lo stesso a raggiungere un accordo positivo che, oltre a dare applicazione a quanto previsto dal Patto per lo Sviluppo e il Lavoro già siglato da Regione e Sindacati, va a scongiurare l’aumento dell’addizionale Irpef che avrebbe colpito soprattutto le fasce più deboli, in particolar modo lavoratori e pensionati, le prime vittime della crisi”.

Giancarlo Turchetti
Segretario generale Uil Viterbo


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