Nepi – Non è ancora pronta la relazione medico-legale sui maltrattamenti alla casa di riposo “Serena Senectus” di Nepi.
Dai periti del tribunale, tutto tace. Il gip Francesco Rigato non avrebbe avuto alcuna notizia dal team di professionisti incaricati di riesumare le salme degli anziani morti dopo il ricovero nella struttura.
L’udienza di ieri mattina è slittata a marzo, per dare modo ai medici legali di ultimare la relazione e illustrarla in aula.
Gli investigatori la chiamarono “Operazione Barbarie”. Per i presunti maltrattamenti agli anziani ospiti della struttura, nel novembre 2013, finirono in manette la titolare Michelina Miseria e l’assistente Rosalia Ceci, madre e figlia.
La casa di riposo, che doveva accudire amorevolmente gli anziani, si sarebbe rivelata una casa degli orrori nelle indagini dei carabinieri del Nas (Nucleo antisofisticazione e sanità). Coordinati dal pm Renzo Petroselli, hanno sorvegliato la “Serena Senectus” con le microcamere. L’occhio elettronico ha ripreso le botte, gli insulti, gli ultraottantenni che pranzavano legati mani e piedi per impedirgli di muoversi. Parole terribili: “Te possa pija’ un colpo”, “E’ Gesù Cristo che te fa campa’… se te facesse morì, almeno”, “Tu non hai finito de dormì?”, urla una delle due donne a un anziano che si era accasciato durante il pranzo.
L’incidente probatorio, con riesumazione delle salme, servirà per capire se nei corpi degli anziani si è conservata una traccia dei presunti maltrattamenti. Missione praticamente impossibile, considerando che dalla morte alla riesumazione sono passati diversi mesi. Una traccia importante resta comunque nei filmati acquisiti dagli investigatori.


