Canino – Riceviamo e pubblichiamo – Continua il braccio di ferro tra la proprietà e la gestione attuale della Cartiera, alla quale è stato intimato lo sfratto esecutivo.
Nonostante l’impegno del sindaco di Canino che ha aperto dei tavoli con le istituzioni preposte e il sindacato al fine di garantire la riapertura di quel sito e il reimpiego di tutto il personale, dobbiamo riscontrare la totale irresponsabilità dell’azienda che si ostina a non lasciare il sito come intimato dal giudice con gravi conseguenze per il futuro.
Sembrerebbe a detta dei lavoratori e delle istituzioni che una società intenzionata a subentrare non lo possa fare proprio per questo impedimento.
Ricordiamo come già fatto che in quel sito lavorano 16 lavoratori e che da giugno sono in cassa integrazione guadagni straordinaria senza prospettive di ripresa.
Se è intenzione dell’azienda dismettere l’attività perché non procede al licenziamento dei lavoratori e non dà seguito a quanto intimato dal giudice? Visto che questo comportamento penalizza il territorio e i lavoratori.
La proprietà, perché non si rivolge alle forze dell’ordine per far ottemperare allo sfratto?
Sono queste le domande che i lavoratori si pongono, a meno che non sia in atto una guerra personale tra le due parti, ci sembra un comportamento assurdo.
Non ci dimentichiamo che da quel sito devono essere smaltite tonnellate di “Pulper”, materiale speciale con costi intorno al milione di euro a totale carico della proprietà o della provincia e del comune di Canino se quel sito non riprende l’attività.
Non dimentichiamo le 16 famiglie che purtroppo da giugno ancora non si vedono erogare la cassa integrazione guadagni straordinaria oltre alle lungaggini del ministero, l’azienda ha consegnato in questi giorni i bilanci richiesti.
La speranza di rivedere l’unica industria cartarea della provincia di Viterbo nonostante tutti gli impegni istituzionali sono ridotte al lumicino, facciamo quindi appello al buon senso di tutti gli attori interessati affinché si possa addivenire a un accordo e permettere al investitore di subentrare e garantire occupazione e salario.
Aldo Pascucci
Ufficio vertenze Cisl
