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“Catalano ha dimostrato sensibilità e buona volontà”

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La Ceramica Catalano

La Ceramica Catalano

Fabrica di Roma – Riceviamo e pubblichiamo – Si è svolto nella giornata di martedì 16 dicembre un incontro presso la sede della Regione Lazio, durante il quale le rappresentanze sindacali hanno ritenuto, in maniera definitiva, di non accogliere le proposte dell’azienda in merito alla procedura di mobilità che coinvolge 22 lavoratori della Ceramica Catalano.

Vale la pena ricordare, in questa fase, i contenuti della proposta stessa, che si articolava essenzialmente in tre punti:
 1) un incentivo di 30mila euro per chi aderisce volontariamente alla non opposizione al licenziamento; 
2) l’outplacement i cui costi sono a carico dell’azienda: si tratta in sostanza di un percorso di ricollocazione nel mondo del lavoro, a cura di agenzie specializzate, che, valutate le competenze del lavoratori e dopo una eventuale riqualificazione, sono in grado di proporre soluzioni alternative di lavoro; 3) riduzione delle procedure di mobilità da 22 a 18 unità.

Tutto ciò si aggiunge all’indennità di mobilità prevista dalla legge, variabile in base all’età dei lavoratori. E’ utile sottolineare, inoltre, che in sei anni di crisi l’azienda ha utilizzato tutti gli ammortizzatori sociali previsti dalla legge e che la procedura di mobilità riguarda meno del 10 per cento del personale. Numeri che da soli dicono quanto di strumentale ci sia in questa vicenda, se paragonata ad altre situazioni critiche che purtroppo in questi anni nel distretto non sono mancate.

Ci sarebbe da chiedersi anche il perché di questa rigidità da parte dei sindacati verso Catalano. Peraltro, nel verbale di accordo sottoscritto a ottobre 2013 tra azienda e sindacati, erano già emerse alcune criticità e le parti avevano stabilito di sottoscrivere intese che avrebbero consentito, di fronte all’immutata criticità aziendale, di migliorare produttività ed efficienza. Permangono alcune situazioni di difficoltà e ciononostante, per tutto il 2014, l’azienda ha avuto in carico i lavoratori in eccesso senza avere la possibilità di accedere ad altri ammortizzatori sociali in quanto già utilizzati.

Proprio per tali motivi attualmente è presente in magazzino uno stock di prodotti che consentirebbero all’azienda di vendere per circa un anno senza produrre ulteriormente: ma la produzione non è stata bloccata proprio per assicurare tutela occupazionale. Inoltre, di fronte alla richiesta da parte dei sindacati di allargare a tutti i lavoratori il criterio di scelta della non opposizione incentivata, c’è da ricordare che tale procedura era stata già proposta e adottata per ben due volte nel 2011 e nel 2013.

Catalano, in questi mesi, continuando a innovare e produrre, ha dimostrato sensibilità e buona volontà. Siamo di fronte a un’azienda che ha fatto la storia della ceramica a Civica Castellana, protagonista dell’innovazione, una realtà che esporta in tutto il mondo e che, a differenza di quanto certa aneddotica vorrebbe far credere, non acquista materiale fuori dall’Italia perché ha una filosofia aziendale di sviluppo.

In oltre mezzo secolo di attività Catalano non ha mai proceduto a un licenziamento coatto. Mai, nemmeno in questi anni di difficile crisi che si protrae da sei anni. Un’azienda, quindi, che ha dimostrato con i fatti di essere vicina ai lavoratori. Però, proprio a tutela del futuro e del bene dell’azienda, non è possibile procedere alla stipula dei contratti di solidarietà: efficienza e produttività, infatti, si misurano in base ai carichi di lavoro, reparto per reparto e mansione per mansione. Il contratto di solidarietà non è funzionale in questo momento alle scelte aziendali in quanto in alcuni reparti l’esubero è strutturale.

Un’ultima considerazione: il fatto che le procedure di mobilità siano attivate ora (entro il 2014) consente di evitare quanto previsto dalla legge Fornero, che dal 2015 prevede condizioni peggiorative per i lavoratori, per le quali si può arrivare in alcuni casi anche alla perdita di un anno di indennità.

Direzione aziendale Ceramica Catalano


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