Bolsena – Riceviamo e pubblichiamo – Per l’alberello di Natale fuori dal negozio, il comune chiede a commercianti e operatori 15 euro.
Dopo la questua estiva da 50 euro a esercizio chiesta per tenere aperto l’ufficio informazioni turistiche, che era stato lasciato scoperto per parte dell’orario perché un’addetta è stata chiamata da Equitani a fare la segretaria personale, parte ora anche la questua invernale in vista del Natale che dovrebbe consentire di racimolare 15 euro a testa dai commercianti e operatori turistici per l’acquisto di abetini di circa un metro di altezza da disporre nelle vie principali.
La vicenda – come ha fatto notare più di un commerciante – ha del surreale, in quanto la giunta Equitani ha imposto ai bolsenesi il massimo della tassazione possibile sulla casa e adesso chiede ancora soldi per l’addobbo natalizio? E’ lecito chiedere: sono così malridotte le casse comunali, nonostante il notevole introito tributario di Tasi, Imu, Tares, ecc., da non poter spendere qualche centinaio di euro per degli alberelli?
Sono questi i risultati del centrodestra locale e sono queste le strategie per rilanciare il turismo nella nostra cittadina? E il recente assestamento di bilancio per oltre 200mila euro non poteva consentire neppure di trovare mille euro per l’accoglienza turistica natalizia?
Riteniamo che la strade da percorrere per rilanciare l’economia di Bolsena siano completamente diverse e siamo sempre più convinti che il protrarsi di una gestione del comune ormai spenta e demotivata sia soltanto un ostacolo alla ripresa di Bolsena. In merito, abbiamo fatto proposte in consiglio comunale che però non sono state prese in considerazione o sono state respinte.
Inoltre, ci chiediamo come sia possibile che dopo il trionfalistico insediamento della proloco non se ne abbia avuta più notizia da mesi: al Natale bolsenese non dovrebbe pensarci anche questo ente pubblico? Oppure, caro assessore Di Sorte (che protesta contro le tasse e poi delibera il massimo nella sua giunta), avevamo ragione dicendo che si trattava soltanto di un contentino per chi era stato escluso dal consiglio comunale. Così Bolsena, direbbe il saggio, “non cresce e non crepa”, in altre parole, non si va da nessuna parte.
Gruppo Consiliare di Opposizione
Unione di Forze in Comune per Bolsena
