Viterbo – “Ricordatevi siamo più forti di voi, maledette carogne!”. Si chiude con una frase ingiuriosa e minacciosa quella che fino a poco prima era stata una manifestazione silenziosa e apparentemente mite (video – fotocronaca – slide).
Ieri sera, proprio nel giorno di Natale, oltre 200 militanti di CasaPound hanno voluto dare vita a una manifestazione di solidarietà con Ervin Di Maulo, Diego Gaglini, Edoardo Fanti e Jacopo Magnani. Tutti sottoposti a misure restrittive, i primi tre in carcere e il quarto ai domiciliari, per i gravissimi fatti di Magliano Romano. Il 16 novembre, va ricordato, una ventina di persone, incappucciate e armate di bastoni, sono entrate nello stadio di Magliano Romano, mentre era in corso la partita con l’Ardita San Paolo. Ed hanno aggredito i tifosi dell’Ardita. In sette sono rimasti feriti. L’aggressione sarebbe, secondo gli inquirenti, dovuta a rivalità politico – sportive.
Ieri sera, i militanti di CasaPound, in una piazza del teatro presidiata da uomini della Digos, della Finanza, carabinieri e polizia locale, hanno chiesto di far cessare le misure cautelari per i quattro, chiedendo di liberarli subito. Cosa ovviamente, impossibile finché non si pronuncerà la Cassazione sul ricorso presentato dall’avvocato Remigio Sicilia.
La manifestazione era iniziata intorno alle 18, quando i militanti di CasaPound si sono schierati in formazione e hanno srotolato un grande striscione lungo una decina di metri con la scritta “Più forti di voi… Ervin Dieghino Conte Jacopetto liberi!”. Con il simbolo di CasaPound.
Dopo un po’ l’accensione delle fiaccole e la conquista di una parte di piazza del teatro.
Fino a verso la fine, la manifestazione si è mantenuta militarmente composta e silenziosa. Poi l’intervento di uno dei capi del movimento, che non ha mancato di prendersela con “i giornalisti da tastiera” e con “loschi figuri” che avrebbero già condannato i quattro che si trovano agli arresti, per ragioni cautelari.
Subito dopo un durissimo attacco all’operato di inquirenti e magistratura.
“Ervin, Diego, Conte e Jacopetto devono essere liberati subito – è stato gridato con il megafono -.Tutti voi avete passato il vostro Natale con le vostre famiglie, loro invece l’hanno passato dietro le sbarre o agli arresti domiciliari. Rinchiusi in quattro ingrate mura. Senza un processo. Questo accanimento è ingiustificato. Non lo possiamo tollerare. Questa è la nostra risposta. Questa è la nostra dimostrazione per i nostri fratelli. Ricordatevi! Siamo più forti di voi, maledette carogne!”.
Come dire una pressante richiesta di libertà, per persone di cui era stata ribadita l’innocenza in precedenza. Con la conseguente esistenza di una sorta di complotto che vedrebbe coinvolti forze dell’ordine e ampi pezzi della magistratura, non solo inquirente.
“Siamo qui per Ervin, Dieghito, Conte e Jacopetto che sono momentaneamente privi della loro libertà – è stato spiegato non senza l’apoditticità del caso -. Siamo qua per ribadire la loro innocenza. Alziamo tutte le fiaccole al cielo. Facciamo vedere che noi non abbandoniamo i nostri fratelli. Che noi saremo qua nonostante molte persone, loschi figuri, giornalisti da tastiera, li abbiano già condannati. Noi siamo qua a dire che loro sono innocenti. Siamo qua per dimostrare che noi non li abbandoniamo e non li abbandoneremo mai. Siamo qua per ribadire questo messaggio”.
Dopo l’intervento finale, la manifestazione si è sciolta, il tutto senza incidenti.
Carlo Galeotti









