Viterbo – (g.f.) – A Grotte Santo Stefano si consiglia vivamente di non morire. Non ci sono posti al cimitero.
La vicenda è vecchia e nota e destinata a invecchiarsi ancora di più, senza speranza di una soluzione a breve.
La giunta Michelini ha revocato a suo tempo la dichiarazione di pubblico interesse verso il project financing con il quale la ditta che ha in gestione i servizi cimiteriali fino al 2017, proponeva l’ampliamento della struttura a Grotte, in cambio di un prolungamento di venticinque anni dell’affidamento.
Procedura partita con Marini sindaco, ma i nuovi arrivati hanno fatto due conti e reputato non più conveniente per il comune proseguire.
Fra le motivazioni, il fatto che la proposta tiene conto delle 800 cremazioni effettuate al cimitero di san Lazzaro nel 2012, passate a 2.275 nel 2013.
Un’attività che a palazzo dei Priori rende e quindi, fatti due conti, tanto vale occuparsene direttamente, senza doverli affidare esternamente.
Il ragionamento non fa una piega.
Da qui il ritiro del pubblico interesse e lo stop a tutta la procedura.
Peccato però che sia stata fermata quando i termini erano ormai scaduti e l’impresa abbia deciso di rivolgersi al Tar.
Morale della favola, da giugno all’ordine del giorno in consiglio comunale c’è la revoca, che però non è discussa e ieri in terza commissione, la minoranza ha provato a chiedere che cosa intenda fare la giunta Michelini.
Perché da quando si doveva dare il via libera al projetc financing è passato un anno e mezzo e a Grotte è tutto fermo.
E con i tempi della giustizia, una soluzione è lontana.
Con la minoranza che ha sollecitato Michelini a prendere una strada, la proposta del sindaco è verificare con i legali del comune i tempi del ricorso, ma nel frattempo, come spiegato dalla consigliera Augusta Boco (Pd), proseguire nel censimento al cimitero di Grotte, per individuare tombe non più utilizzate e metterle a disposizione.
Saranno una cinquantina, giusto per tamponare la situazione di difficoltà, visto che oggi chi deve tumulare i propri cari è costretto ad andare al cimitero di Viterbo. Decisamente meglio non morire.
