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“Imu agricola, un danno per i produttori”

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Paolo Arrigoni e Maurizio Pinna

Paolo Arrigoni e Maurizio Pinna

Viterbo – Riceviamo e pubblichiamo – Con l’Imu sui terreni agricoli, così com’è stata introdotta, si rischia di aprire un altro scenario disastroso per i delicati equilibri delle nostre imprese, a causa delle leggi sbagliate.

L’Imu sui terreni agricoli, così come le ultime sigle di tasse varie che vorrebbero far credere di cancellare le tasse imposte dai precedenti governi per confondere le idee agli italiani, serve soltanto per garantire, con decorrenza addirittura retroattiva, la copertura degli 80 euro utilizzati da Matteo Renzi per garantirsi l’alta percentuale di gradimento. Da questa tassa devono uscire i 350 milioni spesi nel 2014 per dare 80 fittizi euro a pochi.

Non è il caso nemmeno di approfondire il discorso perché, ormai, la storia è nota a tutti. La coperta di Linus si tira da una parte e si scopre dall’altra. E’ il metodo sbagliato e non si può e non si deve continuare a correre dietro a chi ha creato il problema per poi chiedere una soluzione in ginocchio e a mani congiunte.

Il Sole 24 ore, in proposito, pubblica testualmente “Il rinvio sarà accompagnato da una forma di “accertamento convenzionale” dell’entrata, perché i 350 milioni che i proprietari non più esenti avrebbero dovuto pagare sono già stati spesi nel mosaico delle coperture al bonus da 80 euro e a dicembre i conti dei Comuni non possono più essere corretti”.

C’è molto da cambiare per recuperare i danni degli ultimi governi. Nessuno crede più a nulla, ai tecnici, ai professori della Bocconi, all’Europa, ai giovani politici rampanti in sostituzione della vecchia classe dirigente, ai sindaci “comandati” per vincere … a Maranello. Occorrono fatti concreti e subito. Il Natale è il metro per misurare l’umore delle famiglie, e quest’anno è il peggiore dell’ultimo dopoguerra.

Chi promette e non riesce nell’impresa, deve togliersi di torno e fare spazio a un’altro. E questa regola vale per tutti da destra a sinistra.

Non si riesce a chiudere una sola falla nella nave Italia che subito arriva il comandante eroe, capitano di scialuppa, che apre uno squarcio e ci manda a picco tutti.

L’Imu agricola è l’ennesimo problema creato senza conoscere le realtà degli imprenditori agricoli, così come mai nessuno si è degnato di ascoltare le criticità delle realtà produttive di questo paese che un tempo rappresentavano una risorsa lavorativa. E se qualcuno ha provato ad ascoltarle, evidentemente, o non ha capito, o ha fatto finta di non capire, o non è stato capace di fare nulla.

L’Imu agricola non deve far prostituire alcun imprenditore e alcuna associazione di categoria per ridurre il danno creato da questo governo. L’Imu agricola deve essere semplicemente abolita come tutte le tasse peggiorative introdotte nell’ultimo anno per reperire gli 80 euro entrati in alcune famiglie attraverso la porta e poi usciti con gli interessi dalla finestra di tutti.

“Il governo con questa scelta ha messo in atto un blitz vergognoso – incalza Paolo Arrigoni (LN) – visto che l’Imu scadrà il 16 dicembre. I sindaci a bilanci chiusi ed assestati devono far fronte ad ulteriori tagli motivati dallo stato come ‘riduzione per maggiori introiti Imu agricola’. Presenteremo subito un’interrogazione urgente per capire se e come il governo intenda sanare l’ennesima vergognosa scelta elettorale pagata – conclude Arrigoni – con il sudore degli onesti cittadini”.

Maurizio Pinna
Coordinatore Lega Federalista con Matteo Salvini


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