Viterbo – Sarà un Natale con i tuoi. Più per forza che per tradizione.
La consueta indagine Confesercent dipinge un (poco) felice periodo di festa sotto il profilo degli acquisti, anche se ci sono alcune eccezioni.
L’anno che si chiude è da dimenticare pure per il turismo, mentre il comune di Viterbo si appresta dal primo gennaio a introdurre la tassa di soggiorno.
L’ennesimo balzello secondo il presidente Vincenzo Peparello.
“Come Confesercenti, insieme all’Ascom siamo contrari – sostiene Peparello – è una tassa di difficile gestione, non ha un vincolo di destinazione.
Con i soldi ricavati il comune cosa ci farà? L’ufficio informazioni o magari i servizi pubblici? Paghiamo già tasse per questo.
Su 8.400 comuni è stata applicata in 400 e molti stanno tornando indietro. E’ anacronistica, in un momento in cui i tour operator lavorano pure sui cinquanta centesimi in meno per invogliare i viaggiatori”.
Ai viterbesi Confesercenti ha chiesto dove acquistano i regali di Natale e la gran parte del campione preferisce grandi strutture (40%), quindi siti internet (23%), piccoli negozi (19%), seguiti da chi sceglie i mercatini (12%), mentre un 6% o va sul concreto o è a corto d’idee e regala soldi.
Abbigliamento, libri, giocattoli e prodotti tecnologici, i doni più gettonati. In quest’ultima categoria, televisori, telefonini riproduttori audio e dvd la fanno da padrone.
Crisi o non crisi, comunque il pranzo di Natale non si tocca e per il 25, l’84% preparerà un piatto tradizionale, mentre il 16% è influenzato da culture e religioni diverse dalla nostra.
Baccalà, pasta alle noci, cannelloni, lasagne, anguilla non mancheranno sulle tavole viterbesi. Fra i prodotti tipi locali, il pesce va molto, così come i dolci e i formaggi. Questo genere di prodotti sono stabili come nel 2013, ma in calo rispetto agli ultimi due anni.
Da Natale a Capodanno, solo il 21per cento dei viterbesi andrà in vacanza e di questi, il 74 per cento resterà in Italia, gli altri si sposteranno all’estero.
La notte di san Silvestro si passa in famiglia (37%) o con il proprio partner (35%) o amici (21%).
Solo il 2 per cento dei viterbesi sceglie gruppi organizzati, mentre un 5 per cento rimarrà da solo.
Al Natale nella Tuscia ci si arriva speranzosi (47%), ma anche sfiduciati (22%), rassegnati (18%), indignati (8%) e addirittura impauriti (5%).
In generale quello del 2014 sarà come lo scorso anno secondo gli intervistati (48%), peggiore per il 29%, migliore per il 23%.
“Si sperava in una ripresa dei consumi – osserva Peparello – qualche segnale positivo a livello locale c’è, ma per una ripresa, seppure lenta, devono cambiare gli scenari e il Governo intervenire. Il problema delle aziende resta il fatturato.
Nel turismo, magari non calano le presenze, ma si spende di meno, si resta meno giorni.
Il Governo deve dare potere d’acquisto a stipendi e salari, ad esempio, spostare una parte dei contributi che le imprese pagano, nel salario, darle ai dipendenti”.

