Viterbo – (g.f.) – Tra Sacro e Profano, inaugurata nel pomeriggio la mostra che fino al 31 gennaio, propone un viaggio nel cuore di Viterbo e delle frazioni, essendo dislocata fra palazzo dei Priori, chiesa san Silvestro, Del Gonfalone, museo civico, museo del Colle e museo dell’Abate a san Martino al Cimino.
Al taglio del nastro, oltre al sindaco Leonardo Michelini, il prefetto Scolamiero, il procuratore Pazienti e Giuseppe Fioroni.
Nel palazzo comunale si va dal sacro della cappella Palatina con l’Incredulità di san Tommaso di Salvator Rosa (proveniente dal museo civico), la Morte di Santa Maria Egiziaca di Marco Benefiale, alla Visitazione di Maria ad Elisabetta di Bartolomeo Cavarozzi.
Il profano è nella sala della Madonna, la stessa che fino a pochi giorni fa ospitava la carrozza dei Priori, smontata per l’occasione e portata a riposare in un magazzino.
Esposte Ercole e Onfale di Romanelli e il Sacrificio di Polissena di Domenico Corvi (in arrivo entrambe dal museo civico).
Sono le due opere, in particolare, delle quali è stato documentato il trasporto nei giorni scorsi, non senza polemiche, tanto da far balenare il dubbio che così poca attenzione equivalesse a uno scarso valore delle opere.
Ma il curatore della mostra, Andrea Alessi ha voluto precisare: “Per i detrattori – ha detto Alessi – che sostengono come valgano pochi soldi, non è così. Valgono e molto”.
Allora vuol dire che il comune ha risparmiato sul facchinaggio. Sarà la crisi.
Da palazzo dei Priori la comitiva si è spostata alla chiesa di san Silvestro, per scoprire le quattordici virtù profane di Palazzo Spreca.
Si ammirano guardando verso l’alto a un’altezza di cinque metri, sistemate lungo un traliccio che gira sui quattro lati della chiesa.
E’ stato spiegato, per ammirarle nella posizione in cui si trovavano e con un’illuminazione indiretta.
Allestimento fedele all’originale rispettato anche per le virtù mancanti. Nel traliccio sono stati lasciati spazi vuoti.
Per visitare la mostra c’è tempo fino al 31 gennaio.










