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Niente soldi, Consorzio biblioteche a rischio

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Paolo Pelliccia

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Paolo Pelliccia

Viterbo – (g.f.) – La scure del taglio alle province si abbatte anche sul Consorzio Biblioteche.

Da gennaio palazzo Gentili che non ha più la competenza per la cultura, quindi esce.

Come conseguenza, ci saranno solo i soldi per pagare i dipendenti. Non tutto il resto, utenze comprese.

C’è il forte rischio che si resti al buio.

Il commissario dell’ente Paolo Pelliccia lancia l’allarme e rivendica il lavoro svolto in tre anni, che ha portato il consorzio a essere un esempio per altre realtà italiane.

Non abbastanza, a quanto pare, per avere certezze sul futuro.

“Non accetto – dice Pelliccia – che il lavoro di una struttura così importante e che io ho portato avanti gratuitamente, possa fare una fine simile. Farò di tutto per salvare l’istituzione, cambiandola magari”.

Al momento la prospettiva non è delle più rosee.

“Con la sola presenza del comune nel consorzio – continua Pelliccia – i fondi basteranno solo per gli stipendi. Cessa l’attività della biblioteca”.

Appello al presidente della regione Zingaretti, affinché risolva nell’immediato il problema e quindi dia garanzie per il domani.

“Questo è un polo d’eccellenza – insiste Pelliccia – e non lo dico io. Siamo fra quelli in Italia dove si è fatta progettazione, ci si è messi in evidenza”.

Mentre altri sognano Viterbo città della cultura.

“Ho consegnato al ministro Franceschini un report – spiega Pelliccia – sullo stato della cultura in città.

Non c’è una libreria degna di questo nome, non un teatro, un cinema all’altezza.

Non c’è un museo. Hanno riaperto quello civico, ma io lo considero un garage. E con questa situazione c’è chi candida Viterbo città della cultura. Ma fatevelo un giro in città.

Adesso chiude pure la biblioteca. Ma di quale città parlano? Qui ci sono i visionari”.

La situazione è difficile, ma da gennaio continueranno tutti a essere al loro posto.

“Noi non ci fermiamo – osserva Pelliccia – faremo partire iniziative come il crowdfounding, intendo realizzare una mostra con opere mie. Non avrei mai pensato di vendere, ma lo farò come raccolta fondi”.

La politica non ne esce bene. “Non so se questi signori – osserva Pelliccia – si rendono conto, avvezzi come sono a dirsi quanto sono bravi.

In emeroteca ho letto un articolo del 1958 in cui si scannavano per abbattere il passaggio a livello. E’ ancora lì.

Oggi sento dire che i precari della provincia sono stati salvati, ho letto il comunicato del deputato Pd Mazzoli. Stucchevole.

I precari ve li siete inventati, avete fatto un’infornata. Sono lavoratori come altri. In provincia meno male che c’erano, ma come si fa a dire che sono salvi?

I soldi dove sono?”.


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