Viterbo – Contro il patto della “Buona scuola” voluto dal governo Renzi si mobilitano anche gli studenti di Viterbo.
Stamani occupato il liceo classico Buratti.
Una parte dei ragazzi si è radunata nelle palestre, mentre un’altra, nel palazzo Pinzi è rimasta in classe. Fra le due parti si è formato un “muro”.
Gli studenti in protesta avrebbero voluto parlare con i ragazzi che non hanno aderito alla manifestazione, entrando in classe a piccoli gruppi, ma non sono stati autorizzati.
Quella del Buratti non è una protesta isolata nel capoluogo.
Stando agli studenti, manifestazioni anche a pedagogico, scientifico e pure a ragioneria si starebbero organizzando.
Ai ragazzi, della riforma non piace la parte che riguarda le scuole professionali.
Incentivate con l’intervento dei privati e tirocini nelle loro aziende. “E’ positivo – dice una delle ragazze in protesta di fronte al Buratti – così si formano gli operai del futuro, ma non mi sta bene che il liceo risulti declassato. In secondo piano.
Io andrò all’università e alla fine mi troverò senza lavoro”.
Non piace nemmeno la parte della riforma che riguarda la distribuzione dei finanziamenti.
“Oltre alle scuole pubbliche – dice un’altra ragazza – sono inserite pure quelle private e tutto si basa sulla valutazione Invalsi che può variare da scuola a scuola.
Senza contare che si distribuiscono soldi pubblici anche a istituti frequentati da ragazzi i cui genitori evidentemente si possono permettere di pagare la retta. Perché finanziarli?
I fondi devono andare alla scuola pubblica, anche con aiuti, incentivi, borse di studio, non a chi ha i mezzi per potersi pagare l’istruzione”.
Giuseppe Ferlicca



