- Viterbo News – Viterbo Notizie – Tusciaweb – Tuscia News – Newspaper online Viterbo – Quotidiano on line – Italia Notizie – Roma Notizie – Milano Notizie – Tuscia web - https://www.tusciaweb.eu -

La Pietà è tornata a casa

Condividi la notizia:

Viterbo - La Pietà di Sebastiano del Piombo è tornata a San Francesco

Viterbo – La Pietà di Sebastiano del Piombo è tornata a San Francesco

Viterbo - La Pietà di Sebastiano del Piombo è tornata a San Francesco

Viterbo – La Pietà di Sebastiano del Piombo è tornata a San Francesco

Viterbo - La Pietà di Sebastiano del Piombo è tornata a San Francesco

Viterbo – La Pietà di Sebastiano del Piombo è tornata a San Francesco

Viterbo - La Pietà di Sebastiano del Piombo è tornata a San Francesco

Viterbo – La Pietà di Sebastiano del Piombo è tornata a San Francesco

Viterbo - La Pietà di Sebastiano del Piombo è tornata a San Francesco

Viterbo – La Pietà di Sebastiano del Piombo è tornata a San Francesco

Viterbo - La Pietà di Sebastiano del Piombo è tornata a San Francesco - Il sindaco Leonardo Michelini, il vescovo Lino Fumagalli e il direttore di Tusciaweb Carlo Galeotti

Viterbo – La Pietà di Sebastiano del Piombo è tornata a San Francesco – Il sindaco Leonardo Michelini, il vescovo Lino Fumagalli e il direttore di Tusciaweb Carlo Galeotti

Viterbo - La Pietà di Sebastiano del Piombo è tornata a San Francesco - Il sindaco Michelini, il vescovo Lino Fumagalli e il direttore di Tusciaweb Carlo Galeotti

Viterbo – La Pietà di Sebastiano del Piombo è tornata a San Francesco – Il sindaco Michelini, il vescovo Lino Fumagalli e il direttore di Tusciaweb Carlo Galeotti

Viterbo - La Pietà di Sebastiano del Piombo è tornata a San Francesco - Padre Vittorio Trani, ministro provinciale Ofm

Viterbo – La Pietà di Sebastiano del Piombo è tornata a San Francesco – Padre Vittorio Trani, ministro provinciale Ofm

Viterbo - La Pietà di Sebastiano del Piombo è tornata a San Francesco - Padre Agostino Mallucci

Viterbo – La Pietà di Sebastiano del Piombo è tornata a San Francesco – Padre Agostino Mallucci

Viterbo - La Pietà di Sebastiano del Piombo è tornata a San Francesco - Silvio Cappelli

Viterbo – La Pietà di Sebastiano del Piombo è tornata a San Francesco – Silvio Cappelli

Viterbo - La Pietà di Sebastiano del Piombo è tornata a San Francesco - Massimo Mecarini presidente del Sodalizio dei facchini

Viterbo – La Pietà di Sebastiano del Piombo è tornata a San Francesco – Massimo Mecarini presidente del Sodalizio dei facchini

Viterbo - La Pietà di Sebastiano del Piombo è tornata a San Francesco - Il direttore di Tusciaweb Carlo Galeotti

Viterbo – La Pietà di Sebastiano del Piombo è tornata a San Francesco – Il direttore di Tusciaweb Carlo Galeotti

Viterbo - La Pietà di Sebastiano del Piombo è tornata a San Francesco - Carlo Maria Scipio

Viterbo – La Pietà di Sebastiano del Piombo è tornata a San Francesco – Carlo Maria Scipio

Viterbo - La Pietà di Sebastiano del Piombo è tornata a San Francesco - Alessandro Marcoaldi

Viterbo – La Pietà di Sebastiano del Piombo è tornata a San Francesco – Alessandro Marcoaldi

Viterbo - La Pietà di Sebastiano del Piombo è tornata a San Francesco - L'ex sindaco Pio Marcoccia

Viterbo – La Pietà di Sebastiano del Piombo è tornata a San Francesco – L’ex sindaco Pio Marcoccia

Viterbo - La Pietà di Sebastiano del Piombo è tornata a San Francesco - La cantante Luisa Stella

Viterbo – La Pietà di Sebastiano del Piombo è tornata a San Francesco – La cantante Luisa Stella

Viterbo – (p.p.) – La Pietà è tornata a casa (video – fotoraccontoslide).

Una tela dai toni scuri, fatta per un luogo poco illuminato. Un cristo combattente e deposto che esprime grande forza. Una Madonna straziata dal dolore, ma composta. E’ l’opera di Sebastiano del Piombo che, dai ieri, è tornata nella sua sede originaria nella basilica di san Francesco. Per circa tre secoli e mezzo, dal 1500 al 1873, è stata esposta nell’altare Botonti, per poi essere trasferita al museo civico del capoluogo.

La Pietà ha ripreso il posto per cui era nata e ritorna nelle mani dei viterbesi che, da adesso, nell’ascoltare la messa, potranno goderne e ammirarla. La riproduzione della pala d’altare è un modo per restituire alla città un tesoro che per tanto è rimasto nascosto. Un invito a visitare l’originale che è conservato appunto nel museo civico.

L’inaugurazione è avvenuta sulle dolci note dell’inno di Santa Rosa, eseguito dal maestro Fabrizio Viti e cantato dalla voce calda e soave di Luisa Stella che è riuscita a evocare un’atmosfera di solennità che ha coinvolto i presenti, intenti ad ammirare l’opera. Il sindaco Michelini, presente all’evento, è rimasto colpito dalla riproduzione su tela. “Si vede meglio qui che al museo”, ha detto sorridendo il primo cittadino.

L’evento, patrocinato dal Sodalizio dei Facchini, per cui era presente il presidente Massimo Mecarini, era inserito nella manifestazione “Ricordando padre Auda”, il francescano ricostruttore della basilica, a quaranta anni dalla sua morte. La chiesa che rivive grazie alla sua forza, al suo coraggio e soprattutto alla sua grande fede. A parlarne ci ha pensato, padre Vittorio Trani, ministro provinciale dell’ordine conventuale dei frati minori. “Oggi portiamo indietro le lancette del tempo e facciamo rivivere padre Auda qui con noi. L’ho incontrato per la prima volta nel 1969, a pochi giorni dalla mia ordinazione, e sono stato qui a Viterbo con lui per la settimana santa. Abbiamo benedetto le case della parrocchia e sono rimasto impressionato dalla stima e dall’affetto che la comunità aveva nei suoi confronti. L’ho toccato con mano e mi sono chiesto cosa avesse fatto per stare nel cuore di tutti.

Ho capito che è stato umile e disponibile e che queste sue caratteristiche hanno fatto scattare la sintonia con la gente. E’ stato un francescano che ha vissuto nel suo convento durante tutta la sua ricostruzione, con coraggio. Ha affrontato difficoltà perché dentro aveva qualcosa di grande, ossia la fede. Ha scritto una pagina della storia della città e, mentre si occupava di far rinascere la chiesa, non ha mai smesso si pensare alla crescita della sua comunità parrocchiale. E’ˆ stato un faro per la chiesa di Viterbo, un uomo di cultura, un predicatore e un confessore di sacerdoti e fedeli. Un religioso che ha donato tanto a questa chiesa. Ci guardi da lassù e preghi perché il Signore mandi tra noi qualcuno che continui la sua opera. Ci sia vicino e ci accompagni”.

Alessandro Marcoaldi ha illustrato una ricostruzione storico-artistica della basilica. “Siamo dentro uno scrigno che raccoglie tesori straordinari – ha detto il professore -. Ho conosciuto padre Giovanni da bambino ed era in continua discussione con la sovrintendenza perché voleva ricostruire la chiesa per come era prima, senza allontanarla dalla realtà storica. La pietà di Del Pombo è un’opera eccezionale così come gli altri tesori che sono qui. E per questo dobbiamo dire grazie a padre Auda”.

Padre Agostino Mallucci ha fortemente sostenuto l’iniziativa e la restituzione dell’opera di Del Piombo. “Di fronte a padre Auda, mi sento un nanetto – ha detto -. Oggi siamo qui per ricordarlo, per tutto quello che ha fatto per noi e ringrazio Silvio Cappelli, Carlo Galeotti, Massimiliano Paglia e Alessandro Marcoaldi, artefici di questa giornata che ci ha permesso di ricordare questa persona che ha dato tanto alla città”.

L’evento è stato realizzato, infatti, grazie al quotidiano Tusciaweb. “Le opere parlano da sole – ha detto il direttore Carlo Galeotti – e ora possiamo guardarla e ammirarla. Grazie a padre Agostino Mallucci, abbiamo ricostruito un pezzo visivo della nostra storia. Il piede del Cristo lottatore che è deposto mostra la mano di Michelangelo. E’ˆ un quadro fatto per un luogo non luminoso e che ha comunque una luce particolare.  In questa occasione, diamo la dimostrazione che, se i viterbesi mettono insieme le loro intelligenze, e vanno oltre le dispute, riescono a fare cose grandi significative e belle”.

Ha concluso Silvio Cappelli, presidente dell’associazione Take-off e promotore dell’iniziativa. “Padre Mallucci, dieci anni fa, ha creduto in noi con il cammino sulle vie di santa Rosa. Ho conosciuto padre Auda e, nell’anniversario della sua morte, era il minimo ricordarlo per tutto quello che ha fatto per la nostra città e che, nonostante tutto, continua a fare”.

La cerimonia è stata aperta da una messa officiata dal vescovo Lino Fumagalli che ha anche benedetto la Pietà. “Viviamo un periodo contrastante – ha detto nella sua omelia -. Da una parte le luci e la festa del Natale, dall’altra la povertà. Stiamo raccogliendo fondi per rendere a qualcuno un 24 e un 25 dicembre migliori. Per ridurre la tristezza. Non dobbiamo perdere la speranza che deve sostenere il nostro cammino e che diventa serenità e tranquillità. Dio ci vuole bene e il suo amore non si ferma e scalda il cuore, illuminando la vita. Sostiene il nostro impegno a non lasciarci mai abbattere di fronte alle difficoltà. Dà senso alla nostra vita.

Ci rende fratelli e membri di un’unica famiglia, anche se, ultimamente, questo sentimento si va perdendo, così come l’accoglienza e la condivisione. La fraternità però apre a un mondo migliore e ci aiuta a individuare un percorso comune per andare avanti con forza. L’amore di Dio diventa in noi un amore senza limiti verso gli altri. Un impegno che ci prendiamo in preparazione del Natale per un mondo migliore”.

Il vescovo è stato il primo a ricordare la figura di Auda per il suo esempio di vita. “I francescani sono in questo territorio da tanto tempo e sono stati il lievito che ha generato i tanti fedeli della nostra città. Padre Auda ne è un esempio. Lui, dopo i bombardamenti, non si è messo a piangere sulle macerie o a cercare i colpevoli. Si è rimboccato le maniche, ha fatto forza ai fedeli e ha ricostruito questa parrocchia. Ricordiamolo, facendo nostri i suoi insegnamenti”.

In tanti hanno preso parte alla manifestazione. Tra gli altri, il sindaco Leonardo Michelini, le consigliere comunali Daniela Bizzarri e Maria Rita De Alexandris, il consigliere comunale Aldo Fabbrini, l’assessore allo Sviluppo economico Giacomo Barelli e il presidente del consiglio comunale Filippo Rossi. Tra i banchi anche i due ex sindaci di Viterbo Giulio Marini e Pio Marcoccia, entrambi chierichetti di padre Auda.


Condividi la notizia: