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Preside a giudizio per maltrattamenti sui bambini, ma è subito rinvio

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La scuola materna di Monterosi

La scuola materna di Monterosi 

L'interno della scuola materna di Monterosi

L’interno della scuola materna di Monterosi 

Maestra condannata per maltrattamenti - I genitori dei bimbi

I genitori dei bimbi 

Alcuni dei genitori dei bambini

Alcuni dei genitori dei bambini 

Giovanni Labate, avvocato dei genitori dei bambini

Giovanni Labate, avvocato dei genitori dei bambini 

Monterosi – Prima udienza con rinvio, per il processo alla preside accusata di maltrattamenti sugli alunni del suo asilo.

L’accusa nasce di riflesso a quella rivolta a Caterina Dezi, la maestra ‘terribile’ della materna di Monterosi, in via Caduti di tutte le guerre. Per lei il processo non è neanche iniziato: ha patteggiato subito due anni di reclusione con pena sospesa. Niente carcere o domiciliari dopo aver strattonato, schiaffeggiato, spinto addosso ai mobili e lasciato i bimbi di 3 anni a terra, a piangere disperati.

Ora tocca alla preside Anna Grazia Pieragostini. Accusata dello stesso reato per non aver, di fatto, impedito i maltrattamenti sui piccoli. Ma ‘ora’ è una parola grossa. Il processo è slittato a marzo per lo sciopero dei vice procuratori onorari. E neanche a marzo entrerà nel vivo, perché sarà soltanto prima udienza interlocutoria per ammettere le prove, tra documenti e liste di testimoni.

Intanto, una decina di genitori dei bambini, presenti ieri mattina in udienza, si è costituita parte civile. Sono agguerriti come lo erano contro la maestra Dezi. Per loro non fa differenza che la dirigente scolastica non abbia, materialmente, maltrattato i piccoli. Tutti sapevano. Preside compresa. Ma, a detta dei genitori, ha preferito “alzare un muro per salvaguardare l’immagine della scuola”.

Le manette per Caterina Dezi scattano a marzo 2014, dopo sei mesi di strattonamenti e schiaffi ai piccoli della scuola di via Caduti di tutte le guerra. Già a settembre i genitori avevano notato i primi segni. I piccoli vanno a scuola malvolentieri e quando tornano a casa non sono sereni. Raccontano tutto ai genitori, che chiedono aiuto. Le riunioni a scuola sono un disastro: la preside sembra minimizzare e non ascoltare. Più di una mamma e di un papà parlano di “omertà” e di “tentativi prioritari di salvaguardare l’immagine della scuola”.

La verità è nei filmati registrati dai carabinieri, che monitorano l’aula con le telecamere e all’ennesimo episodio, intervengono per arrestare la maestra in flagranza. Anche se c’è già pronta l’ordinanza di custodia cautelare del gip Franca Marinelli, su richiesta del pm Fabrizio Tucci.

I genitori vanno avanti. Tramite il loro avvocato Giovanni Labate presentano un esposto per omesso controllo all’interno della scuola. La procura ipotizza un reato più grave. Lo stesso della maestra: maltrattamenti aggravati su minori. Se ne riparla a marzo.

 

 


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