Viterbo – Taglio delle province, duecento dipendenti in esubero.
Tanti secondo i dati elaborati dal Sole 24 ore, con l’avvio della riforma a palazzo Gentili sono i lavoratori a tempo indeterminato che non avranno più nulla da fare e di conseguenza dovranno essere ricollocati.
Cancelleria dei tribunali, uffici territoriali della pubblica amministrazione sono alcune delle alternative. Ma è tutto ancora in alto mare.
Fermo restando che se un servizio passa dall’attuale provincia alla regione o ai comuni, viene naturale pensare che pure chi se ne occupa lo segua. Poco si sa e pochi a palazzo Gentili hanno certezza del domani, solo quelli attualmente impiegati nei settori che resteranno a via Saffi anche dopo la trasformazione, edilizia, viabilità, tutela ambientale. Ma non è detto.
Ascoltando i sindacati, il futuro resta avvolto nella nebbia. Non a caso i dipendenti di palazzo Gentili hanno proclamato lo stato d’agitazione.
A Viterbo le eccedenze spese di personale ammontano a 8,8 milioni di euro.
Nel Lazio gli esuberi maggiori sono ovviamente nella capitale, a quota 837 con la trasformazione in città metropolitana, quindi Frosinone (288), Latina (151), Viterbo (199) e Rieti (151). Quasi ventimila persone in tutta Italia.
Il Sole 24 Ore ha pure calcolato l’effetto in termini economici delle riduzioni di risorse alle province dal 2010 al 2014.
Nella Tuscia siamo a –50 per cento. Diciotto milioni e 300mila euro, ovvero qualcosa come 58 euro ad abitante.
A Frosinone il taglio è stato del 63% (32,8 milioni) e a Rieti del 60% (21,8 milioni), Latina – 48% (25,3 milioni) e a Roma – 36% (141,4 milioni).

