Civita Castellana – Riceviamo e pubblichiamo – Scioperiamo per difendere la dignità.
Mentre tanti dipendenti in questo periodo s’apprestano a ricevere la tredicesima mensilità, noi lavoratori della cooperativa sociale “Il Pungiglione”, erogatori di servizi pubblici essenziali, non riusciamo a percepire neppure il secondo 50% della “decima”, cioè lo stipendio relativo al lavoro svolto ad ottobre.
La cooperativa vanta circa 1 milione di euro di crediti dagli enti pubblici, circa 1/3 sono a carico del comune di Civita Castellana e del Distretto sociale Vt5 (Nepi comune capofila), ma non si riesce ad averli. Nonostante tale situazione, tutti i giorni continuiamo a garantire servizi di alta qualità alle persone con disabilità -minori ed adulti- lavorando nelle scuole, a domicilio, presso la Casa Famiglia “L’abbraccio di Arianna” e il Centro Socio Educativo “Rosa Merlini Frezza”.
Così abbiamo deciso di partecipare allo sciopero generale del 12 dicembre prossimo, proclamato da Cgil e Uil; alle istanze nazionali (contrarietà al Jobs act e alla Legge di stabilità) aggiungiamo motivazioni di carattere locale:
– scioperiamo perché le tutele dei lavoratori stanno pian piano scomparendo e l’art. 1 della Costituzione è diventato una barzelletta;
– perché vogliamo difendere la nostra dignità, i nostri diritti e quelli delle persone con cui lavoriamo;
– perché non tolleriamo più il rimpallo delle responsabilità tra Comune, Distretto sociale, Regione;
– perché abbiamo le balle piene delle promesse elettorali rimaste sulla carta;
– perché non siamo “bravi ragazzi”: lavorare nel sociale non significa fare volontariato, non è una missione ma un lavoro e come tale deve essere rispettato nel suo valore, anche economico;
– perché la precarietà di tanti contratti si somma alla difficoltà nei pagamenti e diventa totale precarietà esistenziale;
– perché se per noi è doveroso essere professionali nel nostro lavoro, al pari le istituzioni devono rispondere con doverosa serietà alle loro responsabilità;
– perché esternalizzare servizi pubblici non può voler dire abbandonarli a se stessi;
– perché la responsabilità è un delicato percorso condiviso che per poter funzionare necessita dell’opera puntale di tutte le sue parti; ora stiamo rimanendo soli, ciò è impraticabile oltre che inaccettabile;
– perché lo stipendio deve essere garantito puntuale e regolare ogni mese, come lo sono le indennità degli amministratori pubblici, per esempio;
-perché rivendichiamo le prospettive, le possibilità, il diritto alla vita;
-perché se bloccate noi, bloccate anche la crescita ed i miglioramenti che gli utenti hanno raggiunto grazie al nostro lavoro;
-perché vorremmo avere dei figli e l’indipendenza di una casa;
-perché nella figura dell’educatore è intrinseca la prospettiva del futuro, ma se non riusciamo ad immaginare il nostro di futuro, come possiamo descriverlo e farlo immaginare ai nostri “ragazzi”?
-perché crediamo che l’assenza alla mobilitazione di venerdì (con la scusa che tanto non serve a niente, non cambia nulla) è ciò che disabilita la nostra generazione ad ogni forma di partecipazione;
-perché ci sono rimasti solo doveri: l’unico diritto che ci rimane è far sentire la nostra voce!
Invitiamo tutta la cittadinanza all’assemblea pubblica di mercoledì 10, ore 10, presso l’aula consiliare del Comune di Civita Castellana.
10 lavoratori de “Il Pungiglione”
