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Solstizio d’inverno con gli Etruschi

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Museo nazionale etrusco - La sezione dedicata agli scavi di Acquarossa

Museo nazionale etrusco – La sezione dedicata agli scavi di Acquarossa

Viterbo – Riceviamo e pubblichiamo – 21 dicembre: solstizio d’€™inverno. Il sole esaurisce il proprio declino e all’€™alba inizia a crescere e a rivitalizzare la terra.

Una data questa, che nei millenni avanti Cristo, nella preistoria e nella storia antica era attesa e temuta. Ancora oggi particolarmente nei paesi nordici la si vive con il cuore pieno di speranza prima e di gioia poi.

Quest’€™anno per la prima volta nella Tuscia tale evento verrà vissuto e festeggiato in maniera particolare la notte di sabato 20 dicembre prossimo sul colle di S. Francesco dove sono gli scavi svedesi di Acquarossa.

Anche gli Etruschi, ma non sappiamo con precisione come, festeggiavano la notte del solstizio d’€™inverno e forse essi influenzarono i Romani antichi che proprio nei giorni finali di dicembre celebravano la festa del Sol Invictus, del sole vincitore, della vittoria della luce e del calore sul buio e  il freddo.

La stessa chiesa cattolica si approprio a modo suo di tale festa ponendo la nascita di Gesù Cristo nei giorni del solstizio: Cristo come sole, luce che nasce per tutta l’€™umanità.  

La festa di Acquarossa, sul suolo etrusco antico di tre millenni sarà una festa tutta particolare da vivere nella notte.

Musica antica, cibi sani e genuini cresciuti e alimentati dal nostro sole etrusco, sulla nostra terra etrusca, un alto e grande falò nella notte che inneggia al sorgere del sole.

La festa che avrà  inizio verso le 21 si svolgerà  parte all’€™aperto e parte entro una grande grotta un tempo forse tomba etrusca.

Per partecipare è necessario prenotarsi rivolgendosi ai seguenti numeri cellulari: 3476275628 – 3333230062 per mezzo dei quali verranno fornite le necessarie  informazioni relative al luogo, allo svolgersi dell’€™evento e al cibo da gustare in sana allegria.

Tra l’€™altro nel corso delle ore notturne sarà  lavorata una quantità di latte ovino e da esso ricavato, alla presenza di tutti, formaggio e ricotta che verrà  mangiata calda calda. Come nei tempi antichi.

Per il freddo ci saranno bicchieri di vin brulè.

Inoltre, volendo, chiunque potrà cuocere sui bracieri la carne messa a disposizione.

La notizia di questo evento già  ha richiamato diverse persone e gruppi che desiderano vivere in un modo nuovo le festività  natalizie in un contesto che è cristiano, ma anche tanto pagano.

Paolo Giannini


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