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Stefano salutato sulle note del Silenzio…

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Stefano Rossi

Stefano Rossi

Viterbo - I funerali di Stefano Rossi

Viterbo – I funerali di Stefano Rossi

Viterbo - I funerali di Stefano Rossi

Viterbo – I funerali di Stefano Rossi

Viterbo - I funerali di Stefano Rossi

Viterbo – I funerali di Stefano Rossi

Viterbo - Don Ivo Bruni parroco di Sant'angelo in Spatha

Viterbo – Don Ivo Bruni parroco di Sant’angelo in Spatha

Viterbo - I funerali di Stefano Rossi

Viterbo – I funerali di Stefano Rossi

Viterbo - I funerali di Stefano Rossi

Viterbo – I funerali di Stefano Rossi

Viterbo – Stefano salutato sulle note del silenzio (video – fotocronacaslide).

E’ così che famigliari e amici hanno voluto dire addio al generale Stefano Rossi, papà del direttore artistico di Caffeina Filippo, morto domenica pomeriggio all’ospedale Belcolle.  Al funerale, un militare ha suonato con la tromba il famoso brano a poca distanza dalla sua bara ai piedi dell’altare della chiesa di Sant’Anghelo in Spatha.

In tanti oggi hanno partecipato alla cerimonia funebre. Tutti stretti intorno al dolore della moglie Emilia Petroselli, e dei figli Filippo, Gianni Scipione, Rosa e Angela.

A officiare la messa, don Ivo Bruni che, nella sua omelia, ha parlato di una persona di grande cultura, di un cristiano dalla fede profonda e di un uomo amabile e squisito. Parole che avranno reso orgogliosi i figli ai quali il parroco ha chiesto di raccoglierne i doni della sua esistenza.

“Siamo tristi – ha detto don Ivo – perché, nella famiglia e in tutti noi che siamo qui, si è creato un grande vuoto per la perdita di Stefano che abbiamo conosciuto come una persona splendida, coraggiosa e intelligente. Un uomo arguto e pronto alla battuta, sempre disponibile al dialogo con gli altri. Piangiamo, ora, di fronte al mistero della morte, anche se, le nostre lacrime sono rasserenate dalla luce della speranza, della vita oltre la vita. Una consolazione che viene da Dio che ci promette un’eternità beata e le sue promesse, sono certezze“.

Sopra la bara di Rossi, una Bibbia aperta. “Parlavo con lui ogni mese e aveva una grande cultura, ma anche una grande fede. Citava a memoria brani in latino e greco e conosceva benissimo i classici. Una persona amabile e squisita. Ecco perché soffriamo ancora di più, anche se lui sta passando dalla vita effimera alla vita per sempre. Stiamo assistendo alla pasqua di Stefano e abbiamo la speranza che lui si trovi nella gioia infinita del paradiso.

I fiori che sono qui accanto a lui sono bellissimi, profumati e colorati. Noi, però, vogliamo donargli dei fiori più belli, quelli che non muoiono mai e che hanno il profumo della preghiera e delle opere buone. Preghiamo dunque per lui, perché il Signore lo accolga tra le sue braccia misericordiose. E preghiamo per la moglie, i figli e la famiglia, che possano trovare in questo la giusta consolazione”.

Poi un messaggio per i figli. “Raccogliete l’eredità del vostro papà – ha concluso il sacerdote – e che non è quella del denaro. Sono gli esempi e le virtù, il dono più bello che abbia potuto farvi nel corso della sua esistenza. Una vita dedita alla famiglia, alla fede e alla speranza della vita cristiana. Stefano, poi, ogni mese dava la sua offerta per l’adozione a distanza di una bimba povera nei paesi del terzo mondo. Vogliamo offrirgli la possibilità di continuare nella sua testimonianza, ed è per questo che, quello che raccoglieremo al funerale, servirà a celebrare messe e opere di bene in suffragio di Stefano”.

Alla cerimonia hanno preso parte diversi esponenti politici della città. C’erano, tra gli altri, il sindaco Michelini, gli assessori Saraconi e Ricci e i consiglieri Bizzarri, Ciorba e De Alexandris. Presente anche Andrea Baffo.


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