Viterbo – (g.f.) – “Talete, c’è da avere paura per i 180 dipendenti”.
Giulio Marini (FI) Talete Marini suona il campanello d’allarme in consiglio comunale, iniziato con la solita ora di ritardo e una maggioranza ai minimi termini. E all’inizio i banchi della giunta sono vuoti.
Solo Ricci e Saraconi, non c’è manco il sindaco. Nella giornata delle interrogazioni.
“Mi auguro per i 180 dipendenti un Natale sereno e pure una Befana – dice Marini – ma dopo c’è da avere paura.
Ho detto ieri al sindaco Michelini d’avviare un percorso politico per dare una svegliata alla regione Lazio, a meno a Roma che non abbiano individuato un percorso diverso. Lo dicessero eventualmente ai dipendenti.
Altrimenti tra un mese la società è in crisi. Dobbiamo collaborare per salvare Talete e i dipendenti. Se la società idrica salta, la colpa è di chi ha le quote sociali. Ovvero i sindaci. Si devono dare una svegliare.
Ecco perché Michelini, essendo primo cittadino del capoluogo, dare una smossa ”.
Dall’acqua all’aeroporto, Marini ricorda che quando l’allora primo ministro Monti dirottò i trecento milioni dal progetto per l’aeroporto di Viterbo a Fiumicino. “Feci ricorso al Tar – dice Marini – mi meraviglio che dopo due anni il tribunale non abbia ancora discusso il ricorso, è normale? Mi meraviglio pure del ruolo del comune. C’è un legale incaricato, che fate?”.
Pure Claudio Ubertini (FI) si meraviglia. “Su nove assessori ce ne sono due – osserva Ubertini – non è possibile”.
Si accoda alla richiesta anche Micci dal gruppo misto. “Oggi è giorno d’interrogazioni e su nove assessori ce ne sono solo tre – osserva Micci – o mi date la possibilità di interrogare o non le faccio. E’ mancanza di rispetto verso il consiglio comunale”.
Ma Tofani da Oltre le mura risolve tutto: “Tanto gli assessori sono questi…”. Indicando Ricci e Saraconi.
Buzzi (FdI) taglia la testa al toro: richiesta del numero legale. La minoranza esce a eccezione di Buzzi e in sala sono diciotto. Si prosegue. “Almeno – osserva il capogruppo FdI – altri assessori sono entrati”.
