Viterbo – Riceviamo e pubblichiamo – Un altro pezzo della sicurezza istituzionale del nostro territorio sta per essere soppresso. Infatti il 16 dicembre, a seguito del nuovo riordino del corpo nazionale dei vigili del fuoco verrà chiuso definitivamente il nucleo sommozzatori.
Dopo un breve periodo di osservazione fatto dall’amministrazione degli Interni i capi dei vigili dl fuoco hanno deciso che i sommozzatori di Viterbo che svolgono attività nelle regioni Lazio e Umbria saranno definitivamente soppressi.
I tagli che dovevano essere fatti in linea trasversale, oggi sembra che vengano fatti principalmente sulla sicurezza e sui servizi più vicini e diretti ai cittadini.
Da tempo, il CO.NA.PO. denuncia la carenza di personale, i tempi a volte biblici per raggiungere i luoghi di intervento sulla nostra vasta provincia, ma in un modo o nell’altro siamo sempre riusciti ad accontentare tutti, anche se a volte nelle emergenze più vaste, (vedi recenti nubifragi) molti cittadini hanno dovuto aspettare ore.
Ora, la decisione di risparmiare sui sommozzatori, sembra veramente troppo, la professionalità di questo gruppo di persone è il fiore all’occhiello del corpo e avere il nucleo sul nostro territorio oltre a essere un vanto, è sicuramente una sicurezza.
Strana questa decisione, infatti, da conti fatti già dal 2000, l’organico era sceso da 640 a 534 operatori e attualmente è previsto un ulteriore calo fino a 510 persone, ovvero 24 operatori in meno. Realizzando, dicono loro, un risparmio economico a nostro avviso irrisorio a fronte di una consistente riduzione della sicurezza del territorio.
Che dire, inoltre, che l’amministrazione dei vigili del fuoco spende 1.240.000,00 euro (fonti L’Espresso del 11/12/2014) per i suoi due capi e relativi staff, infatti ci ritroviamo con un doppio vertice: un prefetto capo del dipartimento che guadagna 165.000, euro annuali e un ingegnere capo del corpo da 140.000 euro.
Dopodiché, c’é un folto numero di dirigenti, capi gabinetto, prefetti e viceprefetti che fanno lievitare la spesa e l’intreccio non agevola certo la rapidità di intervento nell’emergenza.
Se questa si chiama spending review.
Gianluca Cannone
Segretario del Co.Na.Po
