Ronciglione – Arresti domiciliari a Giuseppe e Giovanni Medde.
I due fratelli sardi di Ronciglione, arrestati a novembre nel blitz “Mamuhtones”, hanno passato a casa le feste di Natale.
Il tribunale ha accolto la loro richiesta di sostituire il carcere con i domiciliari, ma solo per due dei quattro fratelli. Gli altri due, Gavino e Salvatore Medde, accusati di associazione a delinquere e, quindi, più compromessi, sono ancora detenuti a Mammagialla.
La retata “Mamuthones” era scattata all’alba del 3 novembre: 13 arresti per la banda a prevalenza sarda, dedita a furti in casolari di campagna, ma anche estorsioni, armi e incendi a scopo intimidatorio. Stando alle indagini, erano diventati l’incubo dei proprietari di aziende agricole in zone isolate di campagna, tra Ronciglione, Nepi e Sutri. Capaci di mettere a segno colpi anche da decine di migliaia di euro a notte, portando via trattori, attrezzi da lavoro e chili – in un caso persino quintali – di generi alimentari.
La posizione di Giovanni Medde è quella più leggera tra i quattro fratelli, tre dei quali residenti da anni a Ronciglione. Giuseppe, invece, risponde anche dell’accusa di stalking ai vicini di casa: una tranquilla coppia di anziani che arrivò a sporgere sei denunce in tre anni per continui danneggiamenti alla loro macchina. Gomme forate. Graffi. Una croce incisa sulla carrozzeria. Fino all’incendio dell’automobile la notte dell’Epifania del 2012. La loro Dacia bianca andò completamente distrutta. Degna conclusione di una lunga serie di atti vandalici, conditi con proiettili nella cassetta della posta o ‘pizzini’ minatori fatti recapitare dai condomini del palazzo, con l’ordine persino di togliere vasi di fiori.
Stalking sui vicini di casa. Eppure, Giuseppe Medde ha ottenuto gli arresti domiciliari nello stesso alloggio popolare dove vive da sempre con la famiglia. A una rampa di scale dalla coppia che avrebbe perseguitato.



