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Il cacciatore Giordano Franci “Padellaro della Tuscia”

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Il pranzo sociale dell'azienda faunistico-venatoria Pantalla

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Il pranzo sociale dell’azienda faunistico-venatoria Pantalla

Tuscania – Risate, padelle e cibo per il pranzo sociale dell’azienda faunistico-venatoria Pantalla (fotocronacaslide).

A chiedere a un cacciatore un buon posto in cui catturare prede è più facile sentirsi dire dove nasconde in casa la cassaforte con i soldi. In gruppo, sono tutti principianti e inesperti pur di non rivelare i luoghi studiati in anni di esperienza per portare a casa un ricco bottino.

Posato il fucile, però, c’è un legame di condivisione e fratellanza e un amore per la natura che va al di là dei successi venatori.

E’ con questo spirito che domenica 25 gennaio, si è svolto il pranzo sociale dell’azienda faunistico-venatoria Pantalla di Tuscania. Un incontro goliardico che ha riunito i cacciatori iscritti e l’amministrazione comunale di Tuscania, guidata dal sindaco Fabio Bartolacci. Per il Comune erano presenti il vicesindaco Leopoldo Liberati, Sabatino Tuccini e Franco Ciccioli.

Conclusa la caccia al cinghiale, l’appuntamento era al “Ritrovo del cacciatore” al km 2 della strada Arlenese dove hanno iniziato a cucinare. Prosciutto, bruschette, formaggi e salumi. Amatriciana e arrosto, salsicce e ventresca. Poi ancora dolci e caffè nel menù.

Prima di tornare a casa, i cacciatori hanno eletto anche il “Padellaro della Tuscia”. Il “prestigioso (mica tanto) titolo è andato a Giordano Franci che ha conquistato il più alto numero di tiri mancati dell’intera stagione. Proprio nelle sue mani, è stata consegnata una gigantesca padella, quella usata per friggere le frittelle della sagra di Sant’Antonio, e gentilmente concessa dal comune.

Al secondo posto si è classificato Giacomo Carlucci. La medaglia, anzi la padella di bronzo, è andata invece a Corrado Santini.

Tra le risate ci si è salutati e dati appuntamento al prossimo anno. Tra qualche giorno, esattamente il 31 gennaio, i cacciatori dovranno, infatti, riporre il fucile nelle custodie e attendere l’arrivo di settembre prima di poterlo tirare fuori per la prossima battuta.

Pippi


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