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Caso Manca, rinviata l’audizione dei magistrati

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La conferenza stampa della procura di Viterbo sul caso Manca

A sinistra: il procuratore capo di Viterbo Alberto Pazienti; a destra il pm Renzo Petroselli

Attilio Manca, l'urologo trovato morto nel 2004

Attilio Manca, l’urologo trovato morto nel 2004

Viterbo – Audizione rinviata causa riforme.

I magistrati viterbesi non torneranno oggi a palazzo San Macuto. Il seguito del colloquio in commissione antimafia slitta a data da destinarsi, per impegni istituzionali dei parlamentari.

La comunicazione sarebbe arrivata ieri pomeriggio.

Quasi sicuramente, il procuratore capo Alberto Pazienti e il pm Renzo Petroselli saranno riconvocati dopo l’elezione del presidente della Repubblica.

A palazzo San Macuto, i magistrati viterbesi erano andati martedì scorso per essere ascoltati sul caso di Attilio Manca, il medico siciliano trovato morto nella sua casa a Viterbo nel febbraio 2004. Il titolare delle indagini è Petroselli. Ma proprio sulla gestione delle indagini i familiari del giovane urologo in servizio a Belcolle hanno sempre avuto da ridire, sostenendo che la procura non abbia mai sondato la cosiddetta “pista Provenzano”. A loro dire, Manca sarebbe stato eliminato come testimone scomodo, dopo aver operato o almeno visitato il “capo dei capi” durante la sua latitanza.

Gli inquirenti di via Falcone e Borsellino hanno ribadito la loro posizione di sempre proprio davanti alla commissione antimafia, la settimana scorsa: Attilio Manca è morto per overdose. La perizia medico-legale “ha evidenziato che la morte è avvenuta per un uso non eccessivo di eroina misto a tranquillanti. E l’analisi tricologica evidenzia un precedente uso di sostanze”. Ma per l’avvocato dei Manca Fabio Repici, oggi affiancato da Antonio Ingroia e che segue il caso Manca fin dalla prima ora, non c’è stato nessun esame tricologico, perché il referto non gli è mai arrivato.

I magistrati viterbesi sostengono con certezza che “Manca non fu ucciso su mandato di Provenzano”, per un’evidente carenza di prove. Per i familiari, invece, se c’è un dato che emerge con evidenza è che le prove non sono state cercate.

 


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