Viterbo – Riceviamo e pubblichiamo – Dopo comunicati, post, buone intenzioni e tante chiacchiere, della donazione che il Light caffè doveva versare all’associazione Bastet per l’acquisto di cibo per le colonie feline non s’è vista traccia.
E infatti da un comunicato pubblicato il 30 dicembre pare che il Light cafè non voglia più donare i fondi della raccolta di beneficenza del 26 dicembre.
In un precedente comunicato datato 23 dicembre veniva dichiarato che “I fondi raccolti saranno, infatti, devoluti all’associazione felina viterbese “Bastet” per l’acquisto di mangime”.
I motivi? Mancata collaborazione per l’organizzazione, partecipazione marginale dei gattari, mancato accordo sulla distribuzione del cibo.
Dopo mesi di lavoro, raccolte fondi, collaborazioni proficue, varie ecco come viene trattata un’associazione seria e senza scopo di lucro che offre ogni giorno assistenza e supporto a colonie feline e gatti abbandonati.
Ma l’associazione Bastet ci tiene alla trasparenza.
È importante chiarire che l’associazione Bastet è stata invitata dal Light come ospite beneficiaria della raccolta fondi della settima edizione delle “Tombolata di Natale” e per l’evento ha portato una delegazione di dieci persone che sono state apostrofate nel comunicato del 30 dicembre come marginali (cit. “partecipazione marginale all’evento dei suoi iscritti”).
Nonostante i nostri associati abbiano pagato la cena il cui ricavato era naturalmente destinato al locale e le cartelle della successiva tombola di beneficenza. Forse dieci non erano sufficienti per le entrate del locale, ma abbastanza insieme alle altre trenta per raggiungere la presunta cifra di 470 euro, utili a supportare ad inizio anno le colonie feline più bisognose.
Durante la serata non è stato però concesso spazio all’associazione per presentarsi e illustrare la propria attività ai presenti né è stata dichiarata la somma raccolta, come è opportuno fare per correttezza nei confronti di chi ha contribuito con la propria presenza.
Ma questa è una scelta degli organizzatori, che l’associazione non condivide ma sulla quale non poteva imporsi. Quello che ci chiediamo però è come mai l’associazione Bastet non sia stata messa nelle condizioni di visionare quante cartelle siano state vendute e il relativo ammontare della raccolta fondi.
A questo quesito, come ad altri, non abbiamo ricevuto alcuna risposta nonostante i solleciti.
Nei giorni successivi l’evento, non ricevendo riscontri sull’attesa donazione, l’associazione, nella persona del presidente Silvia De Rosa, si è offerta di acquistare tramite i propri canali il cibo per le colonie, nella certezza di poter avere un maggior quantitativo con la cifra raccolta, essendo chiaro che per l’acquisto da parte di una associazione ci siano più agevolazioni rispetto all’acquisto da parte di privati, nell’ottica di rendere i fondi raccolti più fruttuosi in termini quantitativi e per dare quindi maggiore ritorno d’immagine all’evento previsto per la distribuzione.
Però qualcosa non è piaciuto agli organizzatori e ci sono stati i primi tentennamenti, molte domande eluse e una inspiegabile inconciliabilità di vedute che hanno reso impossibile trovare un modo veloce, efficiente ed efficace per rendere concreto l’acquisto del cibo, nonostante la massima disponibilità dell’associazione ad agire prontamente.
Secondo il Light l’associazione non si sarebbe comportata secondo gli accordi presi di cui però l’associazione stessa non era a conoscenza.
Mancata collaborazione all’organizzazione? L’associazione era stata invitata come beneficiaria di una raccolta fondi giunta alla settima edizione ed organizzata da altri. Per contribuire all’evento ha concesso la massima visibilità alla serata sui propri canali, con la pubblicazione sulla propria pagina facebook e un invito tramite newsletter e sms ai propri associati.
Partecipazione marginale dei gattari? Se un quarto dei presenti è una presenza marginale su un massimo di cinquanta persone che il locale poteva ospitare. Oltretutto, non si trattava di un evento di autofinanziamento dell’associazione, ma un evento organizzato da terzi per beneficenza a questa. Pretendere la presenza e il contributo dei gattari per poi destinare loro il ricavato della serata che senso può avere?
Mancato accordo sulla distribuzione del cibo? L’associazione si era impegnata nell’organizzazione di un apposito stand in piazza per la distribuzione del cibo, per garantire la massima visibilità al cibo offerto grazie al Light cafè.
L’associazione Bastet si dissocia totalmente da questa gestione fumosa e priva di trasparenza, e porge le proprie scuse a chi ha partecipato convinto di prendere parte ad un evento di beneficenza come riportato dal comunicato del 23 dicembre.
Associazione felina viterbese Bastet
