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Fango anche sulla Macchina di Santa Rosa

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Paolo Gianlorenzo

Paolo Gianlorenzo

Viterbo - Macchina di Santa Rosa - Il modello vincente di Raffaele Ascenzi

Viterbo – Macchina di Santa Rosa – Il modello vincente di Raffaele Ascenzi

Il sindaco di Viterbo, Leonardo Michelini

Il sindaco di Viterbo, Leonardo Michelini

Viterbo – Fango anche sul concorso per la Macchina Santa Rosa.

Fango che, ancora una volta, parte da un sito web gestito da Paolo Gianlorenzo. Contro il quale è stato presentato un esposto in procura.

Il sindaco Leonardo Michelini, infatti, non ha gradito la pubblicazione di una presunta indiscrezione, rivelatasi falsa, sul nome del vincitore del concorso per la nuova macchina di Santa Rosa.

Per due articoli, pubblicati su quel sito il 24 e il 26 gennaio, Michelini ha presentato un esposto in procura. “Macchina di santa Rosa Alea iacta est tradotto… c’è già il vincitore”, scriveva Piggi, pseudonimo di scarsa ambiguità con cui entrambi gli articoli sono firmati. Come a dire che il concorso era pilotato perché un vincitore c’era già: Angelo Russo, classificatosi, in realtà, ottavo con la sua “Cuore di rosa”.  Lo pseudonimo “Piggi”, secondo quanto scritto nell’esposto, identificherebbe “il signor Paolo Gianlorenzo”.

Secondo Piggi, “Il nome del vincitore era già scritto (forse)…”. E se la scelta fosse ricaduta su Angelo Russo, sarebbe stato  “in virtù di una sua presunta amicizia con l’onorevole Giuseppe Fioroni”. Niente di più falso per il sindaco Michelini che, proprio per questo motivo, si è precipitato in procura a informare l’autorità giudiziaria.

“Tale ricostruzione è palesemente diffamatoria e calunniosa – si legge nell’esposto di Michelini – perché attribuisce al sindaco e all’amministrazione comunale, in assenza di alcun riscontro, comportamenti non corretti e al limite della rilevanza penale”.

Due articoli per ribadire l’unico concetto – infondato – del concorso viziato e predestinato. “Polemiche pretestuose”, recita l’esposto, e “basate su circostanze non vere”, col rischio anche di “ingenerare allarme e ritardi nella conclusione del concorso, con l’inevitabile conseguenza dell’impossibilità di realizzare la macchina nei tempi utili alla sfilata del 3 settembre 2015”. 

In parole povere: un tentativo di minare e mettere in pericolo persino la manifestazione simbolo di Viterbo, sporcandolo con illazioni inutili e velenose. E soprattutto rivelatesi prive di fondamento.”Fatti fortemente lesivi dell’onore e del decoro dell’amministrazione comunale”, conclude l’esposto del sindaco.

Che Gianlorenzo non sia nuovo a questo tipo di pratiche lo si evince dalle cronache recenti che lo hanno visto indagato in diverse inchieste per reati gravi, fino ad arrivare all’arresto. Tutti fatti che potranno essere confermati solo a processo, ovviamente. Ma intanto, le indagini danno per certa l’esistenza di una macchina del fango manovrata a più riprese dal giornalista. Che, evidentemente, non si ferma neppure davanti alla tradizione più cara ai viterbesi.

Ora si tratta di capire se a Viterbo, come a Berlino, c’è un giudice.


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