- Viterbo News – Viterbo Notizie – Tusciaweb – Tuscia News – Newspaper online Viterbo – Quotidiano on line – Italia Notizie – Roma Notizie – Milano Notizie – Tuscia web - https://www.tusciaweb.eu -

Feto tra i rifiuti, rito abbreviato per la madre

Condividi la notizia:

Il cassonetto di via Solieri dove è stato ritrovato il feto

Il cassonetto di via Solieri dove è stato ritrovato il feto

Viterbo – Rito abbreviato per la 25enne accusata di aver gettato la sua bimba tra i rifiuti.

La richiesta è stata avanzata dai suoi avvocati Maria Antonietta Russo e Samuele De Santis.

L’udienza preliminare è iniziata ieri mattina per la giovane madre e l’infermiere imputato per averla aiutata a disfarsi della piccola, fatta nascere prematuramente a sette mesi e abbandonata in un secchione al quartiere del Carmine. 

Per l’accusa – pm Franco Pacifici – la madre avrebbe usato un farmaco a base di ossitocina che ha provocato le contrazioni. Farmaco ottenuto tramite una ricetta falsa procurata dall’infermiere.

Omicidio volontario e occultamento di cadavere in concorso l’accusa, dopo la lunga guerra di ricorsi di accusa e difesa tra Riesame e Cassazione. Solo a un anno dai fatti, cioè quando è stata confermata l’accusa di omicidio, l’infermiere ha trascorso un periodo agli arresti domiciliari. Oltre alle ipotesi di reato che ricadono sulla giovane mamma, lui risponde anche di esercizio abusivo della professione.

Rientrato in servizio, da novembre è sottoposto a obbligo di firma, misura che i legali hanno chiesto al giudice di revocare.
Gli avvocati hanno anche depositato una consulenza farmacologica sulle potenzialità del medicinale usato dalla 25enne. Il pm ha chiesto un termine per visionare la documentazione; l’udienza è stata quindi rinviata ad aprile. 

A quel punto, le strade dei due imputati si divideranno: la madre andrà incontro al processo con rito abbreviato che proseguirà eventualmente negli altri due gradi di giudizio. Per l’infermiere, il gup dovrà decidere sul rinvio a giudizio e, quindi, se fargli affrontare o meno un processo che sarebbe in Corte d’Assise, come previsto per i reati più gravi.

Fu la giovane madre, il 2 maggio 2013, a portare i poliziotti nel posto in cui aveva lasciato la sua bimba, un paio d’ore prima.

Alla squara mobile di Fabio Zampaglione, la ragazza avrebbe raccontato di aver partorito in casa e abbandonato la bambina nel cassonetto. Subito dopo, sarebbe stata accompagnata all’ospedale Belcolle dall’infermiere. E alla fine, ha confessato ai medici che era reduce da un parto e aveva buttato la piccola tra la spazzatura.

All’inizio le manette scattarono solo per la ragazza. Ma fin dalla prima ora fu indagato anche l’infermiere, accusato di aver procurato alla giovane madre ossitocina con una ricetta falsa. Il farmaco sarebbe servito per provocare le contrazioni e far nascere prematuramente la bimba.

Sul capo d’accusa, è stato ingaggiato un lungo braccio di ferro che ha chiamato in causa il pm Franco Pacifici, il gip Francesco Rigato, l’avvocato Maria Antonietta Russo, oggi affiancata dal collega Samuele De Santis, fino al tribunale del Riesame e alla Cassazione.


Condividi la notizia: