Viterbo – Riceviamo e pubblichiamo – Vorremo rispondere alla nota di Stefano Aviani Barbacci del comitato Sì alla famiglia Viterbo. Siamo delle studentesse universitarie trasferite a Viterbo e siamo anche omosessuali.
Al nostro arrivo in questa città a noi nuova, cercavamo, ognuna per conto proprio, un luogo dove poter esprimere liberamente noi stesse e dove trovare altre donne col nostro stesso percorso. Nello sportello di Arci Cultura Lesbica abbiamo trovato qualcuno con cui confrontarci circa il miglior modo di affrontare tutti quegli argomenti legati all’omosessualità femminile come il rapporto con noi stesse, la famiglia e la società in genere, ma anche un percorso politico volto ad rivendicare il diritto ad esistere in quanto cittadine con pari diritti oltre che doveri.
In questo ambito, lo sportello di cui Emanuela Dei è fondatrice, è l’unica realtà dell’alto Lazio che non è solo un ambiente di crescita personale, ma offre anche un valido sostegno giuridico e psicologico per chi si trova ad affrontare ambienti ostili e/o non preparati culturalmente all’omosessualità.
Avendo noi, nonostante la nostra giovane età, affrontato singolarmente le nostre battaglie personali e conoscendo bene i bisogni delle giovani donne, siamo fiere di poter collaborare al fine di creare, tra le altre cose, un gruppo di sostegno e progetti per la sensibilizzazione come convegni e manifestazioni atti a aiutare Viterbo a divenire una città più accogliente e inclusiva. Tutto questo certo non sarebbe stato possibile senza il duro lavoro di Emanuela Dei che noi tutte ringraziamo e stimiamo profondamente.
Per quanto riguarda le sue vicissitudini giudiziare, siamo convinte della sua estraneità ai fatti e confidiamo nel lavoro della giustizia.
La richiesta di dimissioni da parte dell’esponente del comitato Sì alla famiglia ci sembra fuori luogo, in quanto spetta solo a noi scegliere la persona che ci rappresenti pubblicamente. Inoltre, ricordiamo che lo sportello Arci cultura Lesbica, non è costituito esclusivamente da Emanuela Dei ma da tante altre donne che, come noi, anche in sua assenza continuerebbero il suo operato.
Su un punto ha ragione, c’è bisogno di più attenzione alle famiglie. Le vorremmo ricordare che anche noi facciamo parte di una famiglia, siamo ragazze nate in tradizionalissime famiglie eterosessuali e non alieni venuti dal nulla. Le nostre famiglie, cattoliche per la maggioranza, ci hanno impartito sani valori e non ci pare così strano che, come i nostri genitori, anche noi desideriamo creare una famiglia con la persona che amiamo. Chiudiamo invitandovi a lottare fianco a fianco per migliorare questa città, per le famiglie che oggi hanno sempre più difficoltà ad arrivare a fine mese, per il lavoro. Non siamo differenti.
Rosa Pasqualino
Marta Mosciatti
Eleonora De Santis
Universitarie sportello di Cultura lesbica Arci Viterbo
