Viterbo – (s.m.) – “Non è una notizia perché non è una novità”.
Angela Manca commenta così alcune delle dichiarazioni del pm Renzo Petroselli in commissione antimafia.
Il magistrato che ha indagato per anni sulla morte di suo figlio, Attilio Manca, sfodera vecchie affermazioni della signora Angela davanti agli investigatori: “Disse di essere a conoscenza che il figlio, al liceo aveva fatto uso di stupefacenti, ma che poi ha cambiato vita”.
Più che di ‘stupefacenti’, la signora Angela parla di ‘spinelli’. “Ai poliziotti di Barcellona Pozzo di Gotto dissi che mio figlio poteva averne fumato qualcuno alle superiori – spiega la madre dell’urologo morto nel 2004 -. Gliene ho parlato quando abbiamo denunciato i nostri concittadini, un tempo indagati per la morte di Attilio e oggi tutti archiviati dal tribunale di Viterbo. Con i poliziotti e i magistrati viterbesi non ho mai avuto modo di parlare: non hanno mai ritenuto di ascoltarmi”.
Un particolare, quello degli spinelli al liceo, che per la signora Manca non stride affatto con la tenace convinzione della famiglia che Attilio non si drogasse. “Da due spinelli a far passare mio figlio per tossicodipendente ce ne passa – dice -. Penso che una buona percentuale di adolescenti faccia uso di spinelli: questo non fa di loro dei drogati. Così come non fa di mio figlio un drogato. A quella mia affermazione si sono attaccati per costruire una montagna di menzogne, senza fare tutto quello che poteva essere fatto per accertare la verità. Non hanno mai sentito nemmeno i colleghi di Attilio a Roma e a Viterbo. Perché?”.
Quanto alla ‘pista Provenzano’, che per i magistrati viterbesi è a dir poco insostenibile, secondo la madre di Manca non è stata mai sondata. “Ci sono le dichiarazioni del pentito di camorra Giuseppe Setola. Il mio avvocato Antonio Ingroia mi ha detto che c’è speranza che siano ritenute molto attendibili. Anche oggi (ieri, ndr) è stata una giornata positiva. Al processo Borsellino Quater, il pentito Stefano Lo Verso ha parlato anche di mio figlio”.
Mentre la commissione antimafia ascoltava il pm Petroselli e il procuratore capo Alberto Pazienti, Lo Verso diceva alla Corte d’Assise di Caltanissetta di avere una statuetta della Madonna con il bambinello Gesù in braccio che gli aveva regalato Provenzano. “Spero possa essere utile per risolvere l’evento dell’urologo Manca”, avrebbe aggiunto Lo Verso.
Un messaggio? La madre dell’urologo siciliano morto undici anni fa se lo augura. E promette: “Finché vivrò non riusciranno mai a sporcare la memoria di Attilio – conclude -. Tutto il fango che hanno gettato su Attilio gli si riverserà addosso”.


