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I bancari fanno il pieno in vista dello sciopero del 30 gennaio

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Viterbo - La platea stracolma di bancari

Viterbo – La platea stracolma di bancari

Viterbo - Assemblea dei bancari - Paolo Capotosti

Viterbo – Assemblea dei bancari – Paolo Capotosti

Silvio Cappelli

Silvio Cappelli

Viterbo - L'assemblea dei bancari - Giuseppe Milazzo

Viterbo – L’assemblea dei bancari – Giuseppe Milazzo

Viterbo - L'assemblea dei bancari - Giuseppe Milazzo e Paolo Capotosti

Viterbo – L’assemblea dei bancari – Giuseppe Milazzo e Paolo Capotosti

Viterbo - La platea stracolma di bancari

Viterbo – La platea stracolma di bancari

Viterbo – Sciopero per il rinnovo del contratto dei bancari, l’assemblea preparatoria fa il pieno.

Si è tenuta nella giornata di ieri, venerdi 23 gennaio 2015 a Viterbo, nella sala parrocchiale Leonardo Murialdo, l’assemblea unitaria aperta a tutti i bancari viterbesi, avente all’ordine del giorno l’organizzazione dello sciopero generale di categoria per l’intera giornata previsto per venerdì 30 gennaio prossimo.

Un’altissima partecipazione, oltre 250 i presenti, a sostegno del diritto della categoria al rinnovo del contratto collettivo nazionale di lavoro e contro la decisione unilaterale dell’associazione bancaria italiana di dare disdetta e successiva disapplicazione dei contratti a decorrere dal 1 aprile 2015.

La relazione introduttiva è stata tenuta da Giuseppe Milazzo, membro della segreteria nazionale del sindacato Fabi. Subito dopo alcune riflessioni e gli appelli alla partecipazione da parte di tutti gli altri rappresentanti delle altre sigle. Molti gli interventi arrivati dalla platea. Tutti a sostegno della vertenza che vede, dal 1° gennaio 2015, i 309.000 dipendenti delle banche italiane senza contratto nazionale.

“Questo sciopero è stato inevitabile – afferma Silvio Cappelli dirigente nazionale del Sinfub -. La nostra è una vertenza iniziata nel mese di maggio scorso con la presentazione della piattaforma rivendicativa per il rinnovo del contratto collettivo nazionale di lavoro – prosegue Cappelli – con la parte datoriale che si è subito posizionata su distanze abissali rispetto al sindacato e ai lavoratori. L’Abi vuole smantellare il contratto di lavoro e sottrarre ai lavoratori una fetta di salario con interventi strutturali su elementi d’incremento automatico come il trattamento di fine rapporto e contestuale abolizione degli scatti d’anzianità dal 1 gennaio 2015.

L’Abi, poi, tra l’altro, vorrebbe abolire anche diverse indennità, gli automatismi di carriera, i preavvisi e i periodi di comporto durante i quali oggi viene mantenuto il posto di lavoro a chi è assente per malattie molto gravi. L’Abi, dunque, ha assunto posizioni totalmente inaccettabili e lontanissime dalle richieste sindacali che è stato inevitabile, per tutte le organizzazioni sindacali, non proclamare lo sciopero. Anche a seguito del fallimento del tentativo di conciliazione del 30 dicembre scorso previsto dalla legge”.

Dello stesso tenore le dichiarazioni di Paolo Capotosti rappresentante sindacale nazionale della Fabi: “L’Abi, con le sue controproposte, ha assunto posizioni inaccettabili e lontanissime dalle richieste sindacali. Per noi è non percorribile qualunque forma di destrutturazione o svuotamento del contratto nazionale, che oggi costituisce elemento di garanzia e di unità di tutti i lavoratori e di tutte le lavoratrici della categoria.

Le proposte dei banchieri prefigurano, infatti, una frammentazione di tutele, previsioni normative e salariali del contratto che sarebbe sostituito soltanto da diversi accordi aziendali o di gruppo. Di fronte a queste indisponibilità dell’Abi non ci è rimasto che organizzare la mobilitazione di tutti i lavoratori e la lotta per la conquista di un contratto nazionale che rafforzi le tutele e sia di supporto alla difficile fase del settore e al rilancio del paese”.

Nella giornata di venerdì 30 gennaio si terranno quattro grandi manifestazioni di lavoratrici e lavoratori a Milano, Ravenna, Roma e Palermo. I lavoratori viterbesi, per questo, si stanno organizzando con pulman per la partecipazione alla manifestazione di romana.

 


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