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“Imu agricola, preoccupante taglio sul fondo di solidarietà”

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Umberto Fusco

Umberto Fusco

Maurizio Pinna

Maurizio Pinna

Viterbo – Riceviamo e pubblichiamo – E’ gravemente preoccupante il taglio di trasferimenti sul fondo di solidarietà comunale per effetto della norma introdotta con il decreto legge 66/2014 che prevede il pagamento dell’Imu agricola per i proprietari (non agricoltori) di terreni agricoli incolti, posti nei comuni cosiddetti montani. Di questo avviso è Umberto Fusco e Maurizio Pinna, costantemente informati dai senatori leghisti che hanno cercato di bloccare questa ennesima vergogna.

muMU sui terreni agricoli per l’anno d’imposta 2014, presentati da Lega Nord: tutti respinti dal governo. Il prossimo 26 gennaio scadrà l’Imu agricola che prima prevedeva l’esenzione per i terreni la cui casa comunale era sopra i 280 metri, tassa che ora sarà esentata per chi ha i terreni con la casa comunale sopra i 600 metri. Viterbo è a quota 326 m.s.l.m. e Soriano, a titolo d’esempio, è a q. 480 m.s.l.m. con terreni che superano i mille metri di quota.

Tuttavia, giunti a ridosso della scadenza e con i ricorsi che hanno interessato il Tar, c’è totale confusione e vari scenari amministrativi-legislativi aperti.

Il Tar del Lazio, nella seduta del 21 gennaio 2015, non ha confermato la sospensiva dell’obbligo di pagamento confermando, in sostanza, la data del 26 gennaio 2015 come termine per il pagamento della rata unica per il 2014. Al tempo stesso sembra che abbia recepito, invece, le pesanti censure contenute nel decreto presidenziale del Tar, sul merito del decreto ministeriale del 28 novembre 2014. La sentenza del 21 gennaio 2015 è su di un gruppo di ricorsi presentati, ma ve ne sarebbero altri che sembrano essere in calendario per il 4 febbraio 2015.

Questo porterebbe ad una ulteriore sospensione del decreto ministeriale del 28 novembre 2014 fino a tale data congelando, quindi, nuovamente, la data della scadenza del 26 gennaio 2015. “Siamo in attesa di conoscere dai senatori leghisti, i contenuti dell’ordinanza della camera di consiglio del 21 gennaio 2015 non ancora resi noti” così Pinna.

Non si conosce, inoltre, la data dell’udienza per la pronuncia sul merito del decreto ministeriale del 28 novembre 2014 che sicuramente sarà dopo il 26 gennaio.

A questo punto se il Tar dovesse confermare la legittimità del decreto, oramai la scadenza del 26 gennaio è pressoché superata e il Tar potrebbe fissare una nuova data per il pagamento. In ogni caso non si applicherebbero le sanzioni perché vale l’esimente della “oggettiva incertezza della norma” che per lo statuto del contribuente determina l’impossibilità di applicare la penalità. E questo è bene che si sappia. Mentre se il Tar decidesse la illegittimità del decreto, coloro i quali avessero già pagato entro la data del 26 gennaio, l’imposta potrebbe essere rimborsata.

Se tutto andrà male il Comune di Viterbo, il più danneggiato del nostro territorio dal decreto, dovrà recuperare sui cittadini 1.544.957,03 euro. Il totale complessivo del danno che subiranno i sessanta comuni della Tuscia viterbese sarà di 12.352.029,32 euro. E così gli enti locali, colpiti dai tagli e dal mancato rifinanziamento del ‘fondo-cuscinetto’ per la mitigazione dell’imposta, saranno costretti a gravare sui cittadini aumentando, dove possibile, le aliquote.

I senatori leghisti, tra cui Paolo Arrigoni che ci tiene costantemente informati sulla questione, non molleranno, interviene Fusco – ma la capacità d’ascolto e d’intendere di questo governo è ormai nota anche ai muli.

Umberto Fusco
Maurizio Pinna
Lega Federalista Noi con Salvini – Viterbo


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