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Intrappolata all’ingresso della banca, donna incinta denuncia il direttore

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Una panoramica di Ronciglione

Ronciglione

Ronciglione – Incinta, alla tredicesima settimana di gravidanza, resta intrappolata nella cabina di ingresso della banca. E si becca pure la lavata di capo del direttore.

Una 35enne di Ronciglione non ci ha messo molto ad andare in caserma. Ai carabinieri della stazione locale ha denunciato il comportamento sopra le righe del direttore della filiale Carivit. 

Ore 12 di martedì mattina. Arrivata in banca, la donna non riesce a entrare. La prima anta girevole si apre. La seconda no. La donna resta letteralmente rinchiusa dentro la cabina di ingresso. E non c’è verso di uscire. Una cliente se ne accorge e chiama una dipendente allo sportello. Niente. “Questa si accorgeva della mia presenza ma all’istante non faceva nulla per aprirmi – farà scrivere la 35enne nella denuncia -. Solamente dopo che l’impiegata aveva terminato ciò che stava facendo mi apriva dall’interno”.

Passano diversi minuti, però. E la signora, oltre a soffrire di claustrofobia, è alla tredicesima settimana di gravidanza. Quando riesce a entrare imbocca decisa l’ufficio del direttore. E’ cliente della banca da vent’anni. Fa presente che l’inconveniente si è ripetuto già diverse volte. Nelle parole di lui, riportare nella denuncia, neanche il più lontano accenno di scuse o di cortesia: “Il problema è tuo, pesi più di 90 o 95 chili?”. Più o meno sì, considerando anche la gravidanza. “Io non posso farci nulla perché le porte sono tarate per un certo peso per evitare rapine e non posso rischiare il posto per te”. 

La giovane donna è basita: “Qui dentro ci sono i miei soldi e io ho il diritto di entrare”. Ma al direttore non importa e replica, sempre secondo la denuncia: “Il contratto può essere rescisso in qualsiasi momento. Qui a Ronciglione ci sono molte banche, il problema è tuo, non mio”. Traducendo il concetto sembra quasi: pesi più di 90 chili? Affari tuoi. Nella mia banca non entri. Anzi sì. Ma prima, può succederti di restare bloccato tra le porte girevoli all’ingresso, in attesa che qualcuno ti apra. E chi è in sovrappreso come fa?

La signora lo spiega a chiare lettere nel suo dettagliato resoconto ai carabinieri. “Praticamente, per il mio attuale peso che a dire del direttore sarebbe un impedimento ad accedere in banca, io dovrei trasferire il mio conto in altra filiale”. Risultato: “Mi sono sentita offesa e umiliata – continua la donna nella sua denuncia -, anche di fronte ad altre persone che erano presenti all’interno della filiale e che hanno sicuramente sentito la nostra conversazione”. Un comportamento “affatto garbato”, secondo la donna che, subito dopo, ha avuto un malore ed è finita al pronto soccorso con una crisi d’ansia. Il medico le ha consigliato massimo riposo.


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