Ronciglione – Una lettera per dire addio ai familiari. Paolo Guidotti l’ha lasciata a casa, prima di lanciarsi dal ponte della Pietra di Ronciglione.
Un suicidio annunciato nel suo ultimo messaggio, dove non ci sarebbe traccia di problemi economici o di salute. Solo di un malessere profondo, che ieri mattina gli ha dato il coraggio di spiccare quel volo di trenta metri.
Il dubbio che potesse essersi trattato di un malore o di una caduta accidentale è stato fugato subito: testimoni hanno visto il sessantenne scavalcare l’inferriata e indugiare per qualche secondo al di là del parapetto. Sospeso. Le braccia tese e i pugni chiusi come unico ancoraggio alla vita e a quella ringhiera metallica fredda.
Ha guardato il vuoto per un po’ e alla fine si è lasciato andare. Incurante di chi cercava di trattenerlo gridandogli: “No! Che fai?”. La sua risposta è stata mollare la presa e sganciare le mani.
Il corpo è stato trovato in fondo a quei trenta metri: impatto letale con la terra, la boscaglia non ha attutito la caduta.
La voce si è sparsa in un attimo nel centro cimino, dove Guidotti abitava da anni, pur essendo originario di Roma. Anche per questo lo conoscevano in pochi a Ronciglione, dove vivevano anche la moglie e la figlia.
In un attimo, sul ponte della Pietra sono arrivati carabinieri, vigili del fuoco, polizia locale e sanitari. Con loro, anche il sindaco di Ronciglione Sandro Giovagnoli, profondamente colpito dalla tragedia. Una notizia terribile che ha fatto subito il giro della cittadina, lasciandola sconvolta e inerte davanti a tanto dolore.
La salma del sessantenne è stata portata all’obitorio del cimitero di Ronciglione a disposizione del magistrato, che dovrà decidere se autorizzare l’autopsia.


