Viterbo – “Soffriamo moltissimo. Io personalmente sono tre notti che non dormo, fisso la tv senza nemmeno ascoltare e mi chiedo, perché c’è tanto odio?”.
Ai barbari attentati a Parigi, anche da Viterbo arriva la dura e ferma condanna da parte dell’associazione culturale islamica che ha sede nel capoluogo.
Il presidente Nabil Al Zeer, da quarant’anni in Italia, non usa mezzi termini: “L’associazione condanna con fermezza l’attentato alla sede del giornale Charlie Hebdo – dice – così come ha sempre condannato ogni atto terroristico da chiunque commesso.
Non abbiamo bisogno di dissociarsi, perché niente è più estraneo all’Islam di queste operazioni di barbara inciviltà”.
E soprattutto: “Nessuno può uccidere in nome di Dio – continua – sono atti che non hanno nulla a che vedere con l’Islam e con chiunque creda minimamente in Dio”.
Sono momenti difficili per la comunità musulmana viterbese. “Abbiamo avuto poche occasioni per vederci, ma questi episodi ci distruggono, il disagio è molto forte.
Viviamo in Italia, difendiamo anche noi i valori democratici per cui molti hanno combattuto e dei quali anche noi godiamo”.
A Parigi sono morte persone perché disegnavano vignette, facevano satira su Maometto, ma anche sul Papa o Dio. “Sono morti degli innocenti. Nessun essere umano può prendere l’iniziativa di andare e uccidere un altro essere umano.
Non abbiamo nulla a che vedere con questa gente, lo possiamo gridare ad alta voce. Nei loro confronti, so che è brutto dirlo, ma provo qualcosa che è più dell’odio”.
Nabil ha una domanda cui non riesce a dare risposta: “Possibile che non si possano fermare? Impedire loro di compiere certi gesti? Noi ci riteniamo loro nemici.
Vivo in Italia da oltre quarant’anni, ho visto crescere questo Paese e con i fratelli italiani ho vissuto momenti difficili. Spero che simili atti non si ripetano mai più”.
Al centro islamico di Viterbo ci tengono molto ai controlli. “Non siamo molti, ma ogni persona nuova che arriva presenta i suoi documenti, a disposizione della polizia. Sanno tutto.
Nessuna persona strana è mai entrata in contatto con noi, avvertiamo sempre tutti che se notano qualcosa devono dirlo, dando una mano alle forze dell’ordine”.
Nabil è presidente dell’associazione che ha volutamente ha nel nome il riferimento all’Islam.
“Perché l’intenzione è promuovere l’integrazione, l’inserimento.
Far conoscere il vero Islam, che predica amore pace, tolleranza e dialogo. Per il bene della comunità. Organizziamo anche lezioni d’arabo, qui ci sono terze generazioni.
Io stesso ho quattro figli e otto nipoti”.
Giuseppe Ferlicca
– Per Charlie s’accende la solidarietà



