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“Presenterò una proposta per rendere il complesso di San Francesco fruibile”

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Il comando dell'Aves a San Francesco

Il comando dell’Aves a San Francesco

Il complesso di San Francesco

Il complesso di San Francesco 

Viterbo – Riceviamo e pubblichiamo – Le grandi criticità di questa nostra stupenda città sono sempre di attualità. Faccio mia, per questo, l’idea pubblicata da Tusciaweb e riguardante l’unificazione del complesso conventuale viterbese di San Francesco alla Rocca. Possibilità di unificazione, peraltro, già dibattuta senza successo agli inizi degli anni Novanta, purtroppo, nel momento in cui il distretto militare lasciò i locali oggi occupati dal comando Aves.

Parcheggi dentro e fuori le mura, assenza di spazi culturali, offerta  museale espositiva collegata, ovviamente, ad una scarsa ricettività turistica sono e saranno sempre problemi con i quali Viterbo dovrà fare i conti. Sta a noi politici dare delle soluzioni idonee e condivise.

Di qui il mio impegno per attivare un percorso progettuale che porti a un migliore impiego delle risorse che possiede la città di Viterbo.

Il complesso monumentale di San Francesco alla Rocca sorge nella zona nord ovest della città. E’ una sede esistente fin dall’ottavo secolo e comprendente un’area vasta a ridosso delle mura civiche che si affacciano sull’attuale piazzale Gramsci. E’ composto della basilica gotica di San Francesco, con annessa abitazione dei frati minori, e altri numerosi edifici di grande interesse storico e artistico, tra i quali il chiostro del XV secolo oggi di proprietà del demanio statale e dato in uso all’Aves.

Tutto questo complesso oggi non è fruibile agli occhi di alcuno e mi dà grande dispiacere pensare che potrebbe non esserlo mai anche negli anni futuri.

In questo sito hanno dimorato 32 pontefici e chissà quanti altri personaggi ci sono passati. Due di loro Clemente IV e Adriano V ci sono anche sepolti, in altrettanti pregiatissimi mausolei di grande valore storico artistico. Inoltre c’è una grande biblioteca archivio, oggi sacrificata in modesti e angusti spazi, che potrebbe essere spostata e ampliata anche per ottenere una maggiore fruibilità degli utenti, visitatori e studiosi.

Pochi sanno che i frati minori conventuali francescani di Viterbo hanno in corso di allestimento un ricchissimo e pregiatissimo “Museo d’Arte” intitolato al padre Felice Rossetti, fondatore del museo stesso, che ha intrattenuto rapporti amichevoli con con grandi personalità della cultura. Tra queste Riccardo Bacchelli, Curzio Malaparte, Giovanni Guareschi, Giuseppe Prezzolini, Nino Salvaneschi, Bonaventura Tecchi, Giorgio Berlucchi, Marco Ramperti, Guido Manacorda, Piero Bargellini e Silvio D’Amico.

Molti altri artisti hanno donato le proprie opere a padre Rossetti che le conservò nel museo. Tra gli oltre cento artisti contemporanei troviamo opere di De Chirico, Annigoni, Guttuso, Mastroianni, Cherarducci, Cascella, dei nostri conterranei Cesetti e Ludovisi. Tutte queste opere, e molte altre, oggi non sono fruibili da nessun visitatore.

Tutto questo materiale, oltre ad altri pregiatissimi cimeli di De Chirico donati a padre Rossetti dalla famiglia del pittore, penso che debba e che possa entrare a far parte di uno dei più interessanti musei di Arte contemporanea.

Nei prossimi giorni cercherò di redigere un percorso progettuale che riporti alla fruibilità pubblica tutti gli immobili del complesso conventuale incamerati dal demanio e che porti successivamente a stipulare con i frati un’adeguata convezione per un rinnovato impianto museale, che soddisfi l’intera comunità francescana, laici compresi, che potrebbero curarne anche la gestione.

Credo che si debba fare tutto il possibile per arrivare ad ottenere la fruibilità pubblica di tutto il complesso, che ricordo essere dello stato italiano.

Nei prossimi giorni, dunque, presenterò all’amministrazione comunale di Viterbo un dettagliato progetto di massima che il sindaco potrà utilizzare  per far si che tutti gli immobili sopra descritti possano tornare alla totale fruibilità pubblica riunificando un antico patrimonio. Ciò potrà accadere anche grazie all’auspicato intervento dei parlamentari viterbesi e dell’opinione pubblica viterbese.

 

 Aldo Fabbrini
consigliere comunale


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