Cremona – In coma, dopo essere stato ferito alla testa.
Restano gravissime le condizioni di Emilio Visigalli, il cinquantenne del centro sociale Dordoni ricoverato domenica dopo gli scontri tra autonomi e militanti di CasaPound.
Visigalli era stato soccorso dopo la partita Cremonese-Mantova. Le tensioni si erano accese in via Mantova, al centro sociale Dordoni. Visigalli era stato colpito al viso e alla testa con spranghe e calci.
Un episodio analogo è avvenuto a Magliano Romano, il 16 novembre scorso, quando l’aggressione sugli spalti ai tifosi dell’Ardita San Paolo fece sospendere il match con il Magliano. Il bilancio è stato di sette feriti dell’Ardita (uno con lesioni alla testa, anche se non serie come quelle a Visigalli) e nove arrestati, tutti estremisti viterbesi di CasaPound.
L’ultimo bollettino medico su Visigalli parlava di “permanente stabilità del paziente con una progressiva risposta alle cure. Stato di coma persistente. Prognosi riservata”.
Oggi pomeriggio altri disordini si sono registrati a Cremona alla manifestazione nazionale organizzata dal centro sociale Dordoni.
Duemila persone hanno partecipato, provenienti da tutta Italia e in particolare da Roma. Secondo il quotidiano “La Repubblica”, gli scontri sarebbero “cominciati quando alla testa del corteo sono arrivati manifestanti vestiti di nero con caschi e bastoni”. Qualcuno avrebbe lanciato anche bottiglie, bombe carta e pietre.
Ad aprire il corteo, uno striscione con scritto: “Chiudere tutti i covi fascisti, Emilio resisti, lottiamo con te”. In testa anche la moglie di Visigalli che, nei giorni scorsi, aveva lanciato un appello per richiamare a una partecipazione non violenta e responsabile.
Intanto, sul fronte investigativo, otto persone sono state iscritte nel registro degli indagati dalla procura di Cremona, che ha aperto un fascicolo per rissa aggravata e lesioni gravissime.
Degli indagati, quattro sono esponenti del centro sociale Dordoni, altri quattro militanti di CasaPound.
