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“Le scuse andavano fatte subito e davanti ai facchini”

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Massimo Mecarini

Massimo Mecarini 

Il sindaco di Viterbo, Leonardo Michelini

Il sindaco di Viterbo, Leonardo Michelini 

Viterbo – “Le scuse andavano fatte subito e davanti ai facchini”.

Strade divise. Ancora. A nulla è valsa la mano tesa di Leonardo Michelini che ha aperto ai facchini, commentando l’arrivo del finanziamento del Mibact di 200mila alla rete delle macchine a spalla.

Dopo che il buon “babbo Fioroni” gli ha tirato le orecchie, richiamandolo al buon senso, il primo cittadino ha lanciato un messaggio di distensione, sostendendo che “l’ottimo risultato debba essere condiviso coi facchini, senza i quali la festa sarebbe impensabile”.

Dal Sodalizio di santa Rosa, la porta rimane chiusa. Sbarrata. Col presidente Massimo Mecarini che, parlando a nome del direttivo, tiene il punto.

“Il sindaco è una brava persone e un galantuomo – dice Mecarini – ma la questione è un’altra e cioè che i facchini hanno ricevuto gravi offese per cui ci aspettavamo le scuse da chi le aveva pronunciate. Scuse che non sono mai arrivate. Gli interventi tardivi, di Fioroni prima e di Michelini poi, proprio a ridosso della scelta della macchina, non so che senso abbiano. Noi andiamo avanti per la nostra strada. Ci sarà forse un incontro a febbraio in cui i facchini decideranno il da farsi, ma, per adesso, i rapporti restano così come sono”.

Mecarini ha poco da dire anche sul finanziamento di 200mila euro. “Mi chiedo se siano soldi destinati alla rete o al comune, perché, nel primo caso coinvolge le comunità con le istituzioni che fanno da supporto. Nell’altro, invece, se dovessero essere gestiti dal comune, allora, non beccheremo nulla”.

Anche in caso di scuse, Mecarini non crede dunque che le cose cambieranno. “Dovranno essere fatte in assemblea davanti ai facchini, perché con una lettera non avrebbero molto significato. E poi, dopo tre mesi, non hanno nemmeno lo stesso valore. In certi casi, non si può agire con discrezione, il toro va preso subito per le corna”.

Lunedì 26 gennaio è il giorno fissato per la proclamazione della nuova macchina. Quella che sostituirà Fiore del cielo. “Il direttivo non parteciperà all’apertura della busta e nemmeno alla conferenza stampa di presentazione del modello. Mi auguro solo che vinca il migliore – conclude Mecarini -, ma visto che ci hanno dato degli “incompetenti” non daremo giudizi. Ci penserà la scienza infusa che siede tra i banchi della maggioranza”.

Paola Pierdomenico


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