Viterbo – “Lo spazzamento funziona male e le isole ecologiche nelle zone C sono una delle criticità”.
Rifiuti sotto la lente d’ingrandimento della terza commissione. L’assessore Vannini risponde alle domande dei consiglieri, convocati su richiesta di Giulio Marini (FI), ma il quadro che emerge non è dei più confortanti, seppure il comune stia lavorando per migliorare il servizio.
Almeno un dato positivo c’è. La raccolta differenziata è arrivata al 51,5 per cento e di conseguenza è calato il conferimento in discarica.
Un risultato raggiunto anche grazie all’introduzione della raccolta organico.
Ma i problemi restano e i viterbesi ne sanno qualcosa.
Lo spazzamento delle strade, tanto per dire. “Funziona male – dice l’assessore Vannini – grazie al consigliere Volpi che ha documentato a Grotte Santo Stefano con foto il passaggio della spazzatrice, abbiamo potuto costatare che una volta passato il macchinario, dietro rimangono i rifiuti.
Il metodo è sbagliato e c’è scarsa attenzione alle rifiniture”.
Con alcuni punti in città particolarmente critici. “Nei pressi di bar, supermercati – continua Vannini – pub e pure bancomat. Se però esistono difficoltà, va detto che la tassa pagata dai cittadini è inferiore alla media nazionale e non aumenterà in futuro”.
Magra consolazione. Il responsabile ai Rifiuti promette interventi. “Abbiamo chiesto all’azienda – anticipa Vannini – che siano inserite altre due persone per le rifiniture.
Fa parte del contatto costante con Viterbo Ambiente”. Ma via Garbini pulita una volta a settimana e viale Trieste ogni quindici giorni sono pochi, anche se si tratta di una scelta economicamente sostenibile.
Le zone C, quelle periferiche e delle isole di prossimità, restano il vero tallone d’Achille della raccolta.
“Un sistema non efficace osserva Vannini – in quanto il più delle volte ci butta i sacchi chiunque passi. Da quanto abbiamo appreso, in gran parte sono persone non residenti a Viterbo. Seppure ci sia chi lanci il sacchetto passando con la macchina, per la gran parte si tratta di abbandoni di rifiuti provenienti da attività commerciali, industriali e artigianali, dando vita a un sovradimensionamento del conferimento rifiuti.
Situazioni abnormi e ripetitive”.
Punibili anche penalmente, per le attività. La ditta che si occupa della raccolta ha più volte documentato gli abbandoni d’immondizia. Su scatoloni e altro materiale ci sono nomi e cognomi, reclamando interventi.
Sono state disposte videocamere mobili da parte della Forestale e a detta di Vannini stanno producendo effetti. Ovvero, sanzioni salate.
Per le zone periferiche sono comunque in arrivo novità. “A Ponte di Cetti – anticipa Vannini – prevediamo l’estensione immediata del porta a porta, era in programma dallo scorso anno. Il materiale è già stato consegnato”.
In commissione anche il dirigente Ernesto Dello Vicario che spazza via i dubbi sul fatto che il capitolato preveda penali per Viterbo Ambiente troppo basse.
“Non è così – osserva Dello Vicario – da dicembre a novembre, in tre mesi abbiamo contestato 96mila euro per mancato spazzamento. Su un anno, sono 400mila euro”.
Altra storia, i contenitori per gli oli esausti, quelli dati dalla provincia al comune. Non vanno bene, non hanno il chip per l’apertura. Sarebbero solo un costo.
La seduta si è aperta con il consigliere Marini che ha letto le dichiarazioni del suo collega Pd Arduino Troili in consiglio comunale, che a proposito di rifiuti, chiamava in causa Cantone.
Dichiarazioni pesanti, che il diretto interessato ha motivato come un paradosso, seppure Marini lo abbia ripreso: “Ricordati che sei un consigliere comunale”.

