Viterbo – (g.f.) – Talete non può andare a fondo.
In consiglio comunale, con una rappresentanza dei lavoratori venuti ad ascoltare, il sindaco Leonardo Michelini rassicura: c’è la volontà nel salvaguardare azienda e professionalità contenute all’interno. Anzi. Proprio da Michelini è partita la richiesta la scorsa estate di ridare slancio alla società idrica.
I lavoratori sono arrivati a palazzo dei Priori nel giorno in cui si discute proprio della gestione idrica, vogliono sapere quando il comune prenderà l’impegno di ricapitalizzare Talete.
“Il comune – spiega Michelini – ha firmato l’operazione di rifinanziamento e aumento di capitale sociale, così come altri, tranne un paio.
I sindaci, compreso il sottoscritto, si sono impegnati politicamente. Adesso devono seguire i fatti”. Il sindaco garantisce che arriveranno.
“Devono seguire fatti – continua Michelini – rassicuro sulla volontà dei comuni e della regione, che condivide il percorso, la volontà c’è.
Se occorre accelerare, da parte del sottoscritto l’impegno esiste.
Senza speculazioni politiche.
Per salvaguardare le professionalità, la conoscenza del territorio e delle reti, che sono da adeguare e ammodernare”.
Proprio per capire come passare dalle parole ai fatti, Maurizio Tofani (Oltre le mura) chiede di darsi tempi per discutere i documenti presentati. Ce n’è uno proposto anche dai sindacati, che il consiglio dovrebbe recepire.
Dall’opposizione Gianmaria Santucci (Fondazione) non è contrario. A una condizione: “Purché serva come momento d’approfondimento e non per rinviare il dibattito – precisa Santucci – noi abbiamo presentato una emendamento all’ordine del giorno sul sistema idrico, in cui chiediamo di formalizzare la ricapitalizzazione di Talete, come i lavoratori chiedono.
Se non lo fa Viterbo, che è il comune più grande, difficile immaginare che altri possano partire per primi”.
La materia merita approfondimento, dopo una sospensione della seduta, si decide per posticipare alla prossima seduta la discussione, dopo un passaggio in seconda commissione, martedì, per ascoltare le rappresentanze sindacali.
Intanto si procede con le interrogazioni, ma nei banchi c’è il deserto, solo tre assessori su nove: Ciambella, Vannini e Valeri. Per questo Giulio Marini (FI) rinuncia a presentare le sue.


