Viterbo – Venerdì 16 gennaio alle 21,30, spettacolo teatrale Xanax un uomo, una donna, un ascensore presso la discoteca Subway di Viterbo (via Rossi Danielli 2, Okay Center, Pilastro).
Chiara Palumbo e Simone Balletti (Compagnia Itiner[R]ante – Associazione Culturale AstArte) andranno in scena con un adattamento del tutto inedito della commedia scritta da Angelo Longoni.
Xanax un uomo, una donna, un ascensore. Un uomo e una donna in una situazione esasperata, claustrofobica, estrema: quarantott’ore chiusi dentro un ascensore. Due persone quasi sconosciute sono costrette improvvisamente a condividere gli elementi più intimi del proprio corpo e della propria anima.
Con Chiara Palumbo e Simone Balletti. Regia Itiner[R]ante. Scenografia e progetto grafico Massimo Risca. Scenotecnica Luca Morucci. Costo del biglietto: 10 euro.
Per info: e-mail ass.astarte@gmail.com – Facebook – Associazione Culturale AstArte.
Xanax – La trama
Un venerdì sera Laura e Daniele si attardano un po’ più del solito in ufficio. Ognuno di loro lavora a un piano diverso di un grande edificio e verso le nove di sera le loro vite si incontrano su uno degli ascensori che li deve condurre verso l’esterno e verso un normalissimo week end in famiglia.
Ma l’ascensore si blocca. I due provano a premere il tasto di allarme, chiamano aiuto ma ormai nessuno li può sentire almeno fino a lunedì mattina quando, poco dopo l’alba, gli inservienti della ditta di pulizie che si occupa dell’intero stabile arriveranno per sistemare e pulire gli uffici.
Quarantotto ore possono diventare un’eternità quando si sta chiusi in quattro metri quadrati, senza ricambio d’aria, senz’acqua, senza cibo, quando la paura è incontrollabile e ci si sente estranei ma si é costretti a condividere l’intimità con uno sconosciuto perfino per tutti i bisogni corporali.
In una situazione così estrema e concentrata può accadere anche che cose mai dette, taciute a se stessi e agli altri, emergano dalla coscienza e vengano rivelate ad un estraneo che però è in grado di diventare un riferimento esclusivo, unico.
L’estrema difficoltà, l’isolamento, la paura, la perdita del controllo fanno agire i due protagonisti in un modo sconosciuto a loro stessi e che li spinge a rivelare di sé più di quanto non abbiano mai fatto in passato anche con le persone a loro più care.
In quarantotto ore si può arrivare a dichiarare tutti i propri fallimenti, le proprie illusioni e speranze tradite, le proprie incapacità sul lavoro e nell’amore ed i propri torti nei confronti delle proprie famiglie. L’isolamento in questo modo riesce paradossalmente a produrre un effetto quasi “terapeutico” in grado di dare la forza ai due protagonisti per ricominciare una vita migliore e più consapevole.

