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“Vendita del bestiame, norme più chiare per la soccida”

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Alessandra Terrosi (Pd)

Alessandra Terrosi (Pd) 

Viterbo – Riceviamo e pubblichiamo – Giovedì 22 gennaio ho presentato l’interrogazione n. 5/04546 che ha come tema la soccida, assegnata alla commissione finanze.

La soccida, come noto, è un istituto giuridico molto antico disciplinato dal libro quinto, sezione IV, del codice civile, agli articoli da 2170 a 2186. È distinto in tre tipologie: la soccida semplice, la soccida parziale e la soccida con conferimento di pascolo. Nella nostra provincia gli allevamenti avicoli utilizzano questo tipo di contratto.

Nel rapporto di soccida la vendita di bestiame si caratterizza come un’operazione soggetta ad imposta sul valore aggiunto, con la conseguente facoltà di detrarre l’Iva eventualmente pagata per l’acquisto di beni necessari allo svolgimento dell’attività; tuttavia, non sono univocamente fissati i criteri per l’esatta individuazione dei soggetti passivi dell’Iva che, conseguentemente, sono legittimamente abilitati ad effettuare le detrazioni per le spese relative all’allevamento.

Per questo chiedo al ministro quali iniziative intenda intraprendere al fine di uniformare le modalità attuative della disciplina riguardante il regime Iva prevedendo, nei contratti di soccida la possibilità di detrarre l’Iva assolta sugli acquisti indipendentemente dal regime Iva del soccidario, sconosciuto al soccidante, e come intenda sanare la posizione dei contribuenti che hanno ricevuto avvisi di accertamento riguardanti gli anni in cui, per errata interpretazione condivisa dalla Agenzia delle entrate, l’Iva è stata portata in detrazione.

Alessandra Terrosi
Deputato Pd


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